«Non è la teoria l’essenziale, ma il programma pratico.» — Y.H. Brenner

Informazione israeliana in lingua italiana dal 7.10.2023

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Israele/

Ultima ricezione 19:13

IDF elimina due membri dell’unità ingegneria di Hamas a Gaza City

L’IDF ha annunciato di aver eliminato nella zona di Gaza City Hassan Ali Abu Nada e Abd al-Rahim Ahmad Khalil Khawa, due membri dell’unità di ingegneria dell’ala militare di Hamas.

Secondo le Forze di Difesa Israeliane, i due erano recentemente coinvolti nella produzione e nello sviluppo di armamenti, nella preparazione di attacchi contro le truppe israeliane e i civili e nei tentativi di ricostituire le capacità militari di Hamas.

L’IDF afferma che queste attività costituivano una violazione sistematica del cessate il fuoco e che l’operazione è stata condotta per neutralizzare la minaccia rappresentata dai due uomini.

Prima dell’attacco, secondo il comunicato militare, sono state adottate misure volte a ridurre il rischio per i civili, tra cui l’impiego di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea.

Le forze del Comando Sud rimangono schierate nell’area conformemente all’accordo e, precisa l’IDF, continueranno a intervenire contro qualsiasi minaccia imminente.
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Salvini critica il festival di Venezia per il sostegno ai ProPal e ricorda il 7.10

Inoltrato da Lion Udler

Matteo Salvini:

Ho seguito, da appassionato, le vicende del festival del cinema di
Venezia
. Quest'anno mi sembrava tutto fuorché un festival del cinema: dove giustamente c'erano ProPal ovunque e standing ovation per i ProPal, io ricordo che il 7 ottobre 2023 c'è stata la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi, quindi occorre equilibrio. Anche perché la caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico.
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Al Bano questa sera in concerto a Tel Aviv

La musica italiana torna protagonista in Israele: questa sera, 13 settembre, Al Bano Carrisi salirà sul palco dell’Heichal HaTarbut di Tel Aviv per la sua unica data israeliana.

Il cantante italiano, 83 anni e oltre mezzo secolo di carriera, sarà accompagnato dalla sua orchestra in un concerto di circa un’ora e quaranta. In programma alcuni dei brani che hanno segnato generazioni di pubblico italiano e internazionale: Felicità, Libertà, Nostalgia, Sempre sempre e Sharazan.

La presenza di Al Bano assume inevitabilmente anche un significato particolare in un momento nel quale molti artisti internazionali hanno scelto di tenersi lontani da Israele. Lui, invece, questa sera sarà sul palco di Tel Aviv.

Non politica, ma forse qualcosa di altrettanto semplice e importante: normalità, cultura e musica. E per una sera sarà anche un pezzo d’Italia a risuonare nel cuore di Tel Aviv.

Il concerto inizierà alle 20:00 all’Heichal HaTarbut.
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Operazione Etere, il sito prende forma

Il lavoro per costruire il sito di Israele Senza Filtri sta avanzando. Nell’anteprima abbiamo definito l’identità grafica e una prima pagina con un’apertura principale, sei notizie in evidenza e la possibilità di leggere gli articoli senza abbandonare la pagina. Un pulsante permette di consultare il flusso completo dei contenuti acquisiti.

Prendono forma anche gli spazi della Nota del Direttore, della Nota dello Zio e delle Analisi, insieme alle categorie tematiche, al podcast e ai libri di Michael Sfaradi. Ogni elemento serve a rendere più accessibile e riconoscibile il lavoro che portiamo avanti ogni giorno.

La ragione strategica di questa impresa è essenziale. Su Telegram le notizie scorrono rapidamente e raggiungono soprattutto chi ci conosce già. Un sito ci permetterà di costruire un archivio consultabile, dare più spazio agli approfondimenti e rendere i nostri contenuti rintracciabili attraverso i motori di ricerca. Significa poter raggiungere anche chi oggi non sa che Israele Senza Filtri esiste.

Dal 7 ottobre 2023 facciamo informazione da Israele, in italiano, in condizioni durissime. Abbiamo scelto di esserci, assumendoci la responsabilità di raccontare questo Paese dalla realtà in cui viviamo. Dare una presenza stabile sul web a una voce israeliana e sionista significa ampliare la nostra capacità di intervenire nel dibattito e lasciare una traccia che duri oltre l’urgenza del momento.

Siamo ancora in fase di costruzione. Il collegamento automatico con Telegram deve essere attivato e verificato, così come restano da completare e collaudare diverse funzioni. Non annuncio una data di lancio: voglio arrivarci con un progetto che funzioni.

Sto portando avanti questa impresa personalmente, mentre continua il lavoro quotidiano del canale. Richiede tempo, energie e risorse, anche per sostenere i servizi necessari al suo funzionamento futuro.

È questo il lavoro che vi chiedo di sostenere attraverso Operazione Etere. Le donazioni possono aiutarci a completare il sito e a sostenerne l’avvio. Ogni contributo, secondo le possibilità di ciascuno, conta; far conoscere la raccolta fondi è un altro modo concreto per partecipare.

Se credete nel valore di Israele Senza Filtri, aiutateci a portare questa voce più lontano.

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Nato il primo bambino del nuovo anno all'ospedale Ichilov con assistenza ostetrica

All'ospedale Ichilov: è nato il primo bambino del nuovo anno.

Il primo bambino del nuono anno è nato all'ospedale materno-infantile Liss di Ichilov. Il neonato è venuto alla luce alle 18:39, con un peso di 3,995 kg, da Tamar e Assaf. Ichilov ha riferito che "sono arrivati ​​in sala parto oggi e hanno dato alla luce il bambino nel giorno del Capodanno ebraico, con l'assistenza dell'ostetrica Diana Dvash".
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L’IDF respinge categoricamente le accuse del documentario “NAZA”: «Le decisioni sugli attacchi sono prese da esseri umani, non dall’intelligenza artificiale»

Le Forze di Difesa Israeliane hanno respinto categoricamente le accuse contenute in NAZA, il documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto una standing ovation durata circa 25 minuti.

Il film, della durata di 80 minuti, costruisce la propria tesi attraverso le testimonianze di 24 presunti appartenenti o ex appartenenti all’apparato militare e di intelligence israeliano, tutti mantenuti anonimi. I loro volti e le loro voci sono stati alterati digitalmente.

Secondo il documentario, durante la guerra a Gaza sarebbe stato utilizzato un sistema basato sull’intelligenza artificiale, noto come “Lavender”, per analizzare enormi quantità di informazioni provenienti dalla sorveglianza della Striscia e individuare potenziali obiettivi sulla base di telefonate, spostamenti e interazioni.

Alcuni degli intervistati descrivono il proprio lavoro come quello all’interno di una “fabbrica” della morte o come una sorta di videogioco, sostenendo inoltre che all’interno dell’apparato militare si sarebbe sviluppata un’atmosfera di disprezzo verso la popolazione palestinese.

L’IDF contesta però alla radice l’attendibilità e l’interpretazione delle testimonianze presentate.

In primo luogo, l’esercito sottolinea che, essendo completamente anonimi, non è possibile verificare chi siano realmente gli intervistati, se abbiano effettivamente prestato servizio nell’IDF, quali incarichi abbiano ricoperto e soprattutto se abbiano avuto accesso alle informazioni sulle quali formulano le loro accuse.

Secondo l’IDF, alcuni degli estratti attribuiscono infatti ai presunti testimoni conoscenze riguardanti la strategia militare e nazionale che sarebbero chiaramente al di sopra del livello informativo accessibile a soldati di grado inferiore.

L’esercito evidenzia inoltre casi nei quali presunti appartenenti alla Direzione dell’Intelligence militare parlerebbero di situazioni nelle quali, per la natura stessa delle loro funzioni, non sarebbero stati coinvolti.

La risposta dell’IDF contesta anche l’utilizzo della terminologia giuridica all’interno delle testimonianze: secondo l’esercito vengono impiegati concetti del diritto bellico da persone che non sono professionisti del diritto, arrivando a conclusioni che l’IDF considera giuridicamente errate e internamente contraddittorie.

Uno degli esempi indicati riguarda la trasformazione del concetto di danno collaterale.

Secondo l’IDF, il film confonderebbe il danno non intenzionale ai civili prodotto da un attacco contro un obiettivo militare legittimo con l’uccisione deliberata degli stessi civili, arrivando quindi ad attribuire queste morti a una politica intenzionale o addirittura a un presunto “genocidio”.

Ma la smentita più importante riguarda proprio l’intelligenza artificiale.

L’IDF afferma esplicitamente che le decisioni relative alla selezione e all’approvazione degli attacchi vengono prese esclusivamente da personale umano, secondo le direttive militari, e non dall’intelligenza artificiale.

L’esercito ribadisce inoltre che le operazioni nella Striscia di Gaza sono dirette contro organizzazioni terroristiche, prima fra tutte Hamas, e vengono condotte nel rispetto del diritto internazionale e delle leggi dei conflitti armati.

Secondo l’IDF vengono adottate misure eccezionali per ridurre il più possibile i danni alla popolazione civile, mentre Hamas continua sistematicamente a collocare combattenti e infrastrutture militari all’interno dell’ambiente civile, sfruttando la popolazione e le strutture civili per le proprie attività militari.

L’esercito affronta anche direttamente la questione delle eventuali violazioni commesse dai propri militari.

Quando emergono sospetti concreti di violazioni della legge, afferma l’IDF, esistono meccanismi indipendenti di indagine e perseguimento dei responsabili.

Inoltre, un soldato che assista a una violazione è obbligato dagli ordini militari a segnalarla affinché possa essere valutata l’apertura di un’indagine.

Un principio che, sottolinea significativamente l’IDF, vale anche per le persone intervistate in NAZA.

Sulla vicenda è intervenuto duramente anche l’ex Primo Ministro Naftali Bennett, che ha definito il documentario una «calunnia del sangue» contro i figli e le figlie di Israele, sottolineando come ritenga particolarmente grave che queste accuse provengano da registi israeliani e vengano ora diffuse in tutto il mondo.

Bennett ha inoltre ricordato una contraddizione fondamentale nella rappresentazione di Israele come Stato interessato semplicemente a massacrare la popolazione di Gaza: se questo fosse stato l’obiettivo, ha sostenuto, Israele non avrebbe mandato i propri soldati a combattere casa per casa, nei vicoli e nei tunnel, pagando un prezzo enorme in morti e feriti tra le proprie forze.

«La guerra a Gaza è terribile. La morte di ogni bambino è una tragedia. Ma una guerra terribile non è un genocidio», ha affermato Bennett.

NAZA arriva così a Venezia con un’accusa enorme: descrivere l’apparato militare israeliano come un sistema industrializzato di uccisione nel quale sorveglianza, algoritmi e bombardamenti avrebbero trasformato Gaza in una gigantesca macchina della morte.

L’IDF risponde con una contestazione altrettanto netta: testimonianze anonime impossibili da verificare, affermazioni provenienti da persone che secondo l’esercito non avrebbero potuto conoscere determinate informazioni, errori nella comprensione dei processi militari e giuridici e, soprattutto, una rappresentazione falsa del ruolo dell’intelligenza artificiale nel processo decisionale degli attacchi.

Ed è precisamente su questi elementi verificabili, e non sui 25 minuti di applausi di un festival cinematografico, che dovrebbe essere giudicata un’accusa di questa gravità.
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Shanà Tovà, Israele

Si chiude un anno difficile, uno tra i più duri che la nostra generazione abbia conosciuto. Un anno di guerra, di sirene, di lutti e di attese. Ma anche un anno nel quale Israele ha dimostrato, ancora una volta, qualcosa che i suoi nemici continuano ostinatamente a non comprendere: questo Paese può essere ferito, può essere costretto a combattere, ma non rinuncia a esistere, a difendersi e a costruire il proprio futuro.

Rosh HaShanà non è soltanto l’inizio di un nuovo anno. È il momento nel quale ci si ferma davanti a ciò che siamo stati e ci si domanda che cosa vogliamo essere. Il mio augurio è che il 5787 possa finalmente restituire alle famiglie israeliane ciò che dovrebbe essere normale: sicurezza, serenità, case piene, tavole attorno alle quali non manchi nessuno.

A chi combatte, a chi protegge i nostri confini, a chi cura, soccorre e ricostruisce; a chi ha perso qualcuno e continua comunque ad andare avanti; agli ebrei di Israele e della Diaspora: Shanà Tovà u’Metukà.

Israele Senza Filtri, però, non chiuderà per le feste.

Mentre molti rallenteranno, noi resteremo qui. Continueremo a vigilare, verificare, raccontare e fare controinformazione durante tutto il periodo delle festività. Perché la guerra dell’informazione non conosce Shabbat, festività o calendari, e perché proprio quando l’attenzione diminuisce diventa ancora più importante osservare ciò che accade e separare i fatti dalla propaganda.

Lo faremo come abbiamo fatto dal 7 ottobre: da Israele, in italiano, senza chiedere il permesso di raccontare ciò che vediamo e senza lasciare ad altri il monopolio della narrazione su questo Paese.

Che il 5787 sia un anno più dolce. Ma soprattutto che sia un anno di forza, verità, sicurezza e vita.

Shanà Tovà a tutti voi.
Am Israel Chai.
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