Si manifesta una differenza di posizione ai vertici dell’amministrazione americana sul futuro politico di Benjamin Netanyahu.

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha annunciato che non sosterrà pubblicamente la rielezione del primo ministro israeliano, prendendo una posizione diversa da quella del presidente Donald Trump, che nelle scorse ore aveva espresso il proprio «completo e totale sostegno» al leader del Likud.

Intervistato dal giornalista Mark Halperin, Vance ha dichiarato:

«Io sostengo candidati americani ed è su questo che mi concentro in vista delle elezioni di metà mandato. Non intendo interferire nelle elezioni israeliane».

Il vicepresidente ha precisato di non essere né favorevole né contrario a un endorsement di Netanyahu, evitando dunque di trasformare il mancato sostegno in un’esplicita opposizione politica.

Una posizione che presenta tuttavia una contraddizione: lo stesso Vance era intervenuto direttamente nella campagna elettorale ungherese, sostenendo Viktor Orbán prima della sua sconfitta alle elezioni parlamentari.

La scelta arriva dopo mesi di dichiarazioni critiche nei confronti di alcune politiche israeliane. In particolare, Vance aveva accusato esponenti del governo di Gerusalemme di aver tentato di influenzare l’opinione pubblica americana per ostacolare i negoziati con l’Iran e prolungare il conflitto.

Il vicepresidente ha inoltre ribadito in diverse occasioni che la politica estera degli Stati Uniti deve rispondere prioritariamente agli interessi americani e non essere subordinata alle esigenze strategiche di Israele.

Il contrasto con Trump assume particolare rilevanza a una settimana dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Il presidente americano ha infatti definito Netanyahu un leader coraggioso e un partner fondamentale nella lotta contro la Repubblica islamica dell’Iran.

La mancata adesione di Vance non costituisce una rottura ufficiale con la linea della Casa Bianca, ma evidenzia differenti sensibilità all’interno dell’amministrazione americana sul rapporto con Israele e sul coinvolgimento degli Stati Uniti nella politica interna dello Stato ebraico.