«Non è la teoria l’essenziale, ma il programma pratico.» — Y.H. Brenner

Informazione israeliana in lingua italiana dal 7.10.2023

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Nord America

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Stati Uniti, ponte aereo militare verso Israele e il Medio Oriente: cresce l’attenzione sull’Iran

Gli Stati Uniti avrebbero avviato un ponte aereo militare verso Israele e diverse basi del Medio Oriente, nel quadro dei preparativi per una possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran.

Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan News, nelle ultime 24 ore almeno dieci aerei da trasporto militare statunitensi sarebbero atterrati in basi aeree israeliane, trasportando potenzialmente rifornimenti destinati ai sistemi di difesa aerea.

Ulteriori voli militari americani avrebbero raggiunto anche Giordania, Arabia Saudita e Qatar, indicando un’attività logistica distribuita su più Paesi della regione.

La natura esatta dei carichi non è stata confermata. Il movimento dei velivoli potrebbe essere collegato al rafforzamento delle capacità difensive statunitensi e israeliane in vista di un’eventuale nuova escalation con Teheran.
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Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno avvertito diversi Paesi arabi del Golfo attraverso canali diplomatici e militari, chiedendo loro di prepararsi a una campagna militare breve ma intensa contro l'Iran, che si svolgerebbe dopo le prossime elezioni di metà mandato statunitensi

Inoltrato da Lion Udler

Le forze armate statunitensi stanno rafforzando le difese aeree regionali con un sistema di difesa aerea Patriot aggiuntivo proveniente dal Texas, trasferendo personale da basi vulnerabili e rifornendo le scorte di munizioni. Bombardieri e caccia da combattimento si stanno preparando a possibili operazioni.

Il Presidente Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, ma sembra orientato verso un'operazione militare su larga scala dopo le elezioni, che avrebbe come obiettivo le infrastrutture iraniane e gli impianti nucleari.

Gli sforzi diplomatici, che coinvolgono mediatori regionali, sono ancora in corso, anche se non sono stati segnalati progressi significativi.
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Herzog: "Trump non può interferire con il mio giudizio, vedremo chi riuscirà a formare una coalizione"

In un'intervista rilasciata stasera all'emittente americana MSNOW, il presidente Yitzhak Herzog ha affrontato la possibilità che Trump lo stia pressando affinché conceda al primo ministro Benjamin Netanyahu un altro mandato: "Non credo che il Presidente degli Stati Uniti o chiunque altro possa interferire con il mio giudizio.

Il giudizio deve basarsi sui fatti, e vedremo quali saranno i fatti, ovvero chi potrà formare una coalizione. Questa è una questione diversa da chi sostiene chi". Queste dichiarazioni sono giunte dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha ritwittato un suo messaggio di sostegno a Netanyahu per la carica di primo ministro.
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Trump ha ricondiviso il suo post a sostegno di Netanyahu: "Per gli israeliani che non hanno visto"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricondiviso sul social network TruthSocial un suo post di sostegno al Primo Ministro Benjamin Netanyahu, pubblicato la settimana scorsa.

"A tutto il popolo di Israele, a coloro che non l'avessero ancora visto, esprimo il mio sostegno al vostro Primo Ministro, Bibi Netanyahu", ha scritto. "Io e Bibi abbiamo avuto un ottimo rapporto, frutto di vittorie. Votate per lui, dobbiamo portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato!".
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Secondo alcune indiscrezioni, Trump vorrebbe promuovere l'ex primo ministro ungherese alla carica di Segretario generale delle Nazioni Unite

Il Wall Street Journal ha riportato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promosso l'ex primo ministro ungherese Viktor Orbán alla carica di Segretario generale delle Nazioni Unite.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato al giornale che la Casa Bianca, sulla base di precedenti colloqui con Russia e Cina, ha valutato che questi Paesi avrebbero appoggiato la proposta e che Orbán sarebbe stato il loro candidato congiunto. Funzionari dei tre Paesi hanno confermato i dettagli al giornale.
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Il Wall Street Journal ha pubblicato delle immagini della portaerei americana USS George Washington mentre veniva rifornita di armi in mare

Inoltrato da Lion Udler · Lion Udler · Lion Udler · Lion Udler

La quantità e il tipo di munizioni caricate suggeriscono che potrebbero essere utilizzate in una campagna d'attacco all'Iran, come missili, bombe perforanti e simili.
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CNN: Gli Stati Uniti evacuano diplomatici e famiglie dalle ambasciate in Medio Oriente per timore di un'escalation

Gli Stati Uniti si stanno affrettando a evacuare parte del proprio personale diplomatico e le loro famiglie dalle missioni in Medio Oriente, temendo un'escalation regionale.

Lo riporta la CNN, citando fonti a conoscenza dei dettagli. Secondo il report, oltre all'ordine ufficiale di evacuazione per i dipendenti non essenziali e le loro famiglie dall'Arabia Saudita, Washington sta segretamente riducendo il numero di personale nelle ambasciate in Giordania, Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libano.

Questa mossa avviene nel contesto dell'intensificarsi degli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita e della possibilità che il presidente statunitense Donald Trump riprenda gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine.

È stato inoltre riportato che Israele sta esercitando pressioni su Washington affinché intraprenda un'azione militare più rapidamente, finora senza successo.
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Il Pentagono: "Gli Istituti Confucio cinesi rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti"

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha definito gli Istituti Confucio cinesi una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lo ha annunciato il Segretario alla Difesa Pete Gasseth.

Gli istituti, che si adoperano per promuovere la lingua e la cultura cinese negli istituti scolastici di tutto il mondo, sono da anni al centro delle preoccupazioni americane riguardo all'influenza cinese all'estero.
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Secondo alcune indiscrezioni, Trump avrebbe chiesto a Musk di annullare il rallentamento del sistema Starlink in Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha telefonato a Elon Musk mercoledì chiedendogli di risolvere il problema del rallentamento del sistema Starlink in Ucraina, secondo quanto riferito da fonti ufficiali al Wall Street Journal.

Il quotidiano ha inoltre affermato che, dopo la conversazione tra i due, si è registrato un miglioramento nel funzionamento del sistema, che tuttavia non è tornato alla piena operatività.

Il presidente statunitense ha espresso a Musk la sua frustrazione per il rallentamento del sistema in Ucraina, che ne limita le capacità di intercettazione.
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Trump ha accusato l'Iran di cercare deliberatamente di far aumentare i prezzi del petrolio in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, e ha respinto come inventate le segnalazioni di attacchi e incidenti con mine nello Stretto di Hormuz

Inoltrato da Lion Udler

Ha inoltre ripetuto le accuse secondo cui le autorità iraniane avrebbero ucciso un gran numero di manifestanti e ha affermato che Teheran non sarà autorizzata a ottenere un'arma nucleare.
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Il Comando Centrale degli Stati Uniti CENTCOM ha pubblicato una foto di un aereo EA-18G Growler, un avanzato aereo da guerra elettronica, che decolla dalla portaerei USS George Washington

Inoltrato da Lion Udler

Si tratta di un aereo che interferisce con i radar, le comunicazioni radio e accompagna i caccia da combattimento per consentire loro di accedere liberamente allo spazio aereo senza interferenze.

È anche dotato di missili in grado di colpire i radar. Durante l'operazione "Roaring Lion", sono stati definiti un "elemento cruciale" dell'operazione.

Accecare il nemico colpendo i loro sistemi radar e di comunicazioni è una delle prime fasi di un'operazione militare di larga scala.
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L'AIPAC annuncia la cessazione del sostegno pubblico ai candidati alle elezioni statunitensi

L'AIPAC, la lobby sionista, ha annunciato ai suoi membri che cesserà di sostenere pubblicamente i candidati alle elezioni statunitensi e di accettare donazioni dirette dal suo comitato di azione politica.

Questa decisione pone fine a un meccanismo che prevedeva la registrazione ufficiale delle donazioni a nome dell'organizzazione, un sistema che si era rivelato un peso politico per i candidati, aveva generato pressioni da parte degli attivisti e spinto i parlamentari democratici ad annunciare il loro rifiuto di accettare fondi per non compromettere le proprie possibilità di successo elettorale.

L'organizzazione ha spiegato che la decisione è stata presa al termine di una "revisione strategica".

Ora, l'attività si concentrerà sull'incoraggiamento di donazioni dirette da parte di privati ​​cittadini, senza il sigillo ufficiale della lobby.
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Secondo un rapporto, l'esercito statunitense riduce la presenza nelle basi in Medio Oriente "in risposta alle minacce"

Negli ultimi giorni, l'esercito statunitense ha ridotto "silenziosamente" la presenza di truppe nelle basi in tutto il Medio Oriente e il Dipartimento di Stato ha ordinato ulteriori riduzioni di personale presso diverse sedi diplomatiche nella regione, secondo quanto riportato da NBC, che cita due funzionari statunitensi e due fonti a conoscenza della questione.

Secondo queste fonti, si tratta di una misura simile alla riduzione delle forze e del personale diplomatico statunitensi avvenuta all'inizio della guerra con l'Iran a febbraio, e "in risposta alle continue minacce nella regione, anche provenienti dall'Iran".

Le fonti hanno inoltre precisato che i soldati sono stati evacuati da basi in Giordania, Qatar e Kuwait, tra le altre.
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