Il presidente americano Donald Trump avrebbe respinto la proposta iraniana per un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz e avrebbe detto ai propri collaboratori di considerare probabile una nuova campagna di bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di midterm di novembre. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi.

Teheran aveva proposto di interrompere le ostilità e ripristinare la normale navigazione nello Stretto entro sette giorni dall’accettazione americana. Il piano, trasmesso a Washington attraverso mediatori qatarioti, prevederebbe anche lo sblocco di almeno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, la revoca delle sanzioni sul petrolio iraniano e la fine del blocco navale statunitense.

Secondo il rapporto, Trump sarebbe però scettico sulla volontà iraniana di soddisfare le richieste americane. I funzionari precisano che il presidente non sarebbe intenzionato, almeno per ora, a tornare immediatamente a operazioni militari su vasta scala e che la sua posizione potrebbe ancora cambiare.

Sul dossier nucleare le distanze restano profonde: un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che Teheran non intende rinunciare al proprio diritto all’arricchimento dell’uranio né trasferire all’estero le proprie scorte di uranio altamente arricchito, anche nel caso di un accordo sulla cessazione delle ostilità.