A una settimana dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, Tzachi Hanegbi, storico esponente del Likud, già ministro e consigliere per la Sicurezza nazionale di Benjamin Netanyahu dal 2023 al 2025, annuncia una svolta politica: dopo quasi cinquant’anni di fedeltà alla destra tradizionale, voterà per Avigdor Liberman, leader di Israel Beitenu.
In un intervento pubblicato oggi, Hanegbi ha motivato la decisione denunciando la deriva di alcune componenti della coalizione di governo.
«Non appartengo alla destra messianica. Non appartengo alla destra razzista. Non appartengo a una destra che disprezza i propri avversari ideologici», ha dichiarato, criticando anche la tolleranza verso le violenze nazionaliste e i tentativi di indebolire le istituzioni giudiziarie.
Particolarmente dura la posizione sulla questione dell’arruolamento degli ultraortodossi. Hanegbi considera inaccettabile che, dopo il massacro del 7 ottobre e tre anni di guerra, una parte della popolazione continui a beneficiare di ampie esenzioni dal servizio militare mentre soldati e riservisti sostengono il peso della difesa nazionale.
L’ex consigliere di Netanyahu ha inoltre riconosciuto che Liberman, quando era ministro della Difesa, aveva ripetutamente avvertito del pericolo rappresentato da Hamas, opponendosi alla politica di contenimento adottata dai governi israeliani prima del 7 ottobre 2023.
«Purtroppo, nessuno di noi, né i membri del governo né i vertici della sicurezza, diede ai suoi avvertimenti il peso che meritavano», ha ammesso.
Hanegbi, allontanato dal proprio incarico nell’ottobre 2025 dopo contrasti con Netanyahu sulla gestione della guerra a Gaza, ha precisato di non aver abbandonato i propri principi nazionalisti e di destra.
La sua scelta rappresenta dunque una rottura con il Likud e con l’attuale coalizione, non una conversione politica alla sinistra.
L’annuncio ha già provocato reazioni ostili tra i sostenitori di Netanyahu. Jacob Bardugo, candidato del Likud e commentatore vicino al governo, ha accusato Hanegbi di ingratitudine, collegando la decisione alla sua precedente rimozione dall’incarico.
A sette giorni dal voto, la presa di posizione di una figura così profondamente legata alla storia del Likud porta allo scoperto le divisioni interne alla destra israeliana, soprattutto sui rapporti tra Stato e religione, sulla sicurezza nazionale e sul futuro della leadership di Netanyahu.
Terremoto politico nel Likud: Tzachi Hanegbi rompe con Netanyahu e annuncia il voto a Liberman
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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