Durante la sua breve visita Benjamin Netanyahu ha avuto pochi incontri con i leader delle altre nazioni, lo stesso non si può dire per la delegazione iraniana che oltre a essere stata una presenza ricorrente all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha avuto meeting con le delegazioni di molte potenze, anche europee, e suoi rappresentanti hanno pure parlato con l'inviato del Presidente Donald Trump.
 
Fantastico è stato il titolo dell’articolo sul sito della CNN: "Sette mesi dopo essere sopravvissuto all'attentato, Araqchi ha camminato per Manhattan sotto scorta americana".
 
A rappresentare la Repubblica Islamica erano presenti il ​​Presidente Masoud Pazakhian e il ministro degli Esteri Abbas Araqchi, che si trova ancora a New York e, secondo alcune fonti, dovrebbe rimanere in città anche nei prossimi giorni.
 
Mentre il Presidente iraniano Masoud Pazakhian incontrava il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Araqchi si intratteneva a colloquio con i rappresentanti dei media occidentali.
 
Poi, dopo aver visto i giornalisti, ha dedicato il suo tempo alla politica e da lì il via con il ministro degli Esteri dell'Unione Europea Kaya Klass e con i suoi omologhi di Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Ucraina.
 
Ma non è tutto perché ha preso un tè anche con Ayman al-Safadi, ministro degli Esteri giordano poco dopo gli attacchi iraniani contro obiettivi americani nel Regno Hascemita.
 
Cosa si saranno detti? Proviamo a indovinare.
 
Il giordano si sarà raccomandato di mirare bene solo sulle strutture statunitensi mentre gli europei… e qui nasce il dubbio. Non è che forse, dico forse ma forse, hanno proposto una nuova versione del Lodo Moro in modo da lasciare il Vecchio Continente al di fuori dalla disputa attuale? E nel caso, gli ebrei europei saranno protetti da questi ipotetici accordi o saranno lasciati alla mercé del terrorismo come fu nella prima edizione?
 
Come disse il sommo poeta: “Ai posteri l’ardua sentenza.”