Neria Leiter, riservista dell’IDF e figlio dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, resta ricoverato in gravi condizioni allo Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme dopo essere stato investito da un terrorista palestinese mentre prestava servizio a un checkpoint sulla Route 443.

Neria è stato sottoposto a una complessa operazione al cervello durata diverse ore e ad altri interventi. I medici hanno comunicato questa mattina che le sue condizioni sono state stabilizzate, ma la sua vita resta in pericolo.

«Quando ieri sono salito sull’aereo a New York, mentre preparavo la visita del Primo Ministro all’ONU, avevo paura di poter atterrare senza più speranza», ha raccontato Yechiel Leiter. «Grazie a Dio, i medici sono riusciti a stabilizzare Neria. La sua vita è ancora in pericolo».

Ma nelle stesse ore, all’interno dello stesso ospedale, la famiglia Leiter sta vivendo un altro evento drammatico, questa volta di segno opposto.

Sarah, la sorella maggiore di Neria, è entrata improvvisamente in travaglio due settimane prima del termine dopo essere arrivata in ospedale per stare accanto al fratello. Ora si trova a circa 40 metri dalla terapia intensiva dove Neria combatte per la vita.

La famiglia Leiter porta già una ferita enorme. Nel novembre 2023, Moshe Yedidya Leiter, fratello di Neria, cadde combattendo nella Striscia di Gaza insieme ad altri tre riservisti.

Moshe e Neria erano cresciuti nella stessa stanza ed erano migliori amici. Dopo la morte di Moshe, ha raccontato il padre, era stato proprio Neria ad assumere un ruolo centrale nel tenere unita la famiglia.

«Questa volta abbiamo avuto la possibilità di riunirci attorno al letto di Neria, recitare i Salmi e mobilitare il popolo d’Israele affinché preghi per la sua guarigione».

La madre Hannah ha riassunto queste ore con poche parole:

«Ci aggrappiamo alla vita».