Il Likud: le presunte allerte prima del 7 ottobre sono “menzogne di giornalisti di sinistra prezzolati”

Il Likud ha respinto duramente le nuove ricostruzioni pubblicate da The Atlantic e dal New York Times secondo cui Benjamin Netanyahu avrebbe ricevuto, nelle settimane precedenti al massacro del 7 ottobre 2023, avvertimenti sul rischio di una grave escalation proveniente da Gaza.

Il partito del Primo Ministro ha parlato di una «valanga di false pubblicazioni da parte di giornalisti di sinistra arruolati», sostenendo che, con le elezioni ormai vicine, l’obiettivo sarebbe «rovesciare la destra e instaurare un governo di sinistra–Fratelli Musulmani che si arrenda su tutti i fronti».

Il New York Times ha ripreso la vicenda del presunto avvertimento del Presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed, già emersa nelle scorse settimane. Lo stesso quotidiano aveva tuttavia precisato di non essere stato in grado di verificare indipendentemente la ricostruzione originaria, mentre l’ufficio di Netanyahu l’ha categoricamente negata.

The Atlantic ha invece riferito che il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel sarebbe arrivato in Israele il 26 settembre 2023, undici giorni prima dell’attacco, avvertendo che «Gaza vi esploderà in faccia». Secondo la ricostruzione, dal Cairo sarebbero poi arrivati ulteriori segnali d’allarme nei giorni immediatamente precedenti al massacro.

Le nuove rivelazioni riaprono così, a poche settimane dal voto, lo scontro politico israeliano su una delle questioni centrali ancora irrisolte del 7 ottobre: chi sapeva cosa, quando lo seppe e fino a quale livello arrivarono gli avvertimenti.