Yair Lapid, leader uscente dell’opposizione israeliana e numero due del partito B’Yachad, invita gli elettori alla pazienza mentre proseguono, lontano dalle telecamere, le trattative per tentare di formare un governo alternativo a Benjamin Netanyahu.
In un messaggio pubblicato su X, Lapid sostiene che il risultato delle elezioni del 27 ottobre rappresenti una sconfitta politica per Netanyahu, nonostante l’assenza di una maggioranza di governo chiaramente definita.
«Netanyahu ha ottenuto 53 seggi. Un crollo. E persino all’interno di questo numero, 13 seggi appartengono a partiti che si considerano antisionisti», afferma Lapid, riferendosi alle formazioni ultraortodosse Shas e Giudaismo Unito della Torah.
Secondo l’ex primo ministro, Netanyahu potrebbe quindi contare su appena 40 parlamentari appartenenti alle altre formazioni del suo schieramento.
«Non è stata una vittoria per KO, ma una vittoria ai punti. E anche i punti contano. Una vittoria resta una vittoria», dichiara Lapid.
I risultati elettorali assegnano 53 seggi al blocco di Netanyahu, 48 alle formazioni ebraiche dell’opposizione guidate da Gadi Eisenkot e 19 ai partiti arabi. Complessivamente, le forze contrarie al premier dispongono di 67 parlamentari, ma i veti di Yashar, B’Yachad e Yisrael Beytenu nei confronti di Ra’am e Lista Congiunta rendono estremamente complessa la formazione di una coalizione alternativa.
Lapid riconosce apertamente le difficoltà e non garantisce che il tentativo avrà successo. Chiede tuttavia agli israeliani di comprendere che la costruzione di un governo richiede riservatezza e negoziati prolungati.
«La formazione di un governo è l’esatto contrario di una campagna elettorale. Avviene in piccole stanze, lentamente, lontano dalle telecamere», spiega.
L’ex premier avverte che fughe di notizie e dichiarazioni premature potrebbero compromettere le trattative.
«Se volete sapere se dietro il silenzio che state sentendo sta accadendo qualcosa, la risposta è sì».
La situazione politica israeliana rimane dunque aperta: Netanyahu non dispone dei 61 seggi necessari per governare autonomamente, mentre l’opposizione deve ancora individuare una formula capace di superare le proprie divisioni interne.
Lapid rivendica la vittoria elettorale: «Non abbiamo vinto per KO, ma ai punti. E una vittoria resta una vittoria»
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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