La Lista Araba Unita apre un nuovo fronte contro Ra’am e contro Yoav Segalovitz, numero 2 della lista guidata da Mansour Abbas, accusandolo di aver sostenuto l’esclusione di Sami Abu Shahada dalla corsa alla Knesset.

Secondo i partiti arabi, con le sue dichiarazioni Segalovitz avrebbe di fatto appoggiato la campagna portata avanti da Itamar Ben Gvir e dai suoi sostenitori contro Abu Shahada e contro la rappresentanza politica araba.

La Lista chiede ora direttamente alla leadership di Ra’am di chiarire la propria posizione sull’esclusione di Abu Shahada, ricordando di essersi invece opposta alla richiesta di estromettere la stessa Ra’am dalle elezioni nonostante le profonde divergenze politiche tra le due formazioni.

Lo scontro tocca anche l’accordo politico sottoscritto recentemente tra Ra’am e i tre partiti della Lista Araba Unita, che prevedeva una campagna senza attacchi, diffamazioni e delegittimazioni reciproche. La domanda rivolta ad Abbas è quindi esplicita: quell’accordo vale anche per Segalovitz?

La tensione arriva dopo la decisione del Comitato elettorale centrale del 23 settembre di escludere Ra’am, la Lista Araba Unita e, individualmente, Sami Abu Shahada e Ofer Cassif. Le decisioni sulle esclusioni sono sottoposte al successivo vaglio giudiziario della Corte Suprema