Le autorità israeliane hanno rilasciato quattro attivisti statunitensi che rischiavano l’espulsione dal Paese dopo essere stati fermati ieri, insieme a decine di altri volontari, durante la raccolta delle olive nei pressi del villaggio palestinese di Nahalin, vicino a Beitar Illit.
Secondo l’organizzazione Rabbis for Human Rights, promotrice dell’iniziativa, i quattro americani sono stati liberati con un provvedimento che vieta loro l’accesso alla Giudea e Samaria per 15 giorni.
Analoghe restrizioni sono state imposte a 28 attivisti israeliani, per periodi compresi tra 15 e 30 giorni, mentre altri 38 volontari internazionali sono stati rilasciati senza condizioni.
Complessivamente, oltre 70 persone erano state fermate mercoledì dall’IDF e dalla Polizia israeliana, che avevano contestato lo svolgimento della raccolta delle olive senza il necessario coordinamento preventivo con le autorità militari.
Tuttavia, secondo quanto riportato dal Times of Israel, le mappe ufficiali dell’Amministrazione Civile israeliana indicavano che l’area interessata non richiedeva tale autorizzazione.
Tra i fermati figurava anche Brad Lander, candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti, rilasciato già nella giornata di ieri.
L’episodio ha sollevato critiche nei confronti delle autorità israeliane, anche da parte di esponenti politici israeliani e statunitensi, riaccendendo il dibattito sulle restrizioni imposte agli attivisti che accompagnano gli agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive.
Israele, rilasciati quattro attivisti americani: gli è vietato l’ingresso in Giudea e Samaria per 15 giorni
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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