Sono stati registrati almeno 12 episodi contro petroliere nello Stretto di Hormuz tra il 28 settembre e il 5 ottobre, il livello settimanale più alto dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, il 28 febbraio 2026.

Secondo fonti della sicurezza marittima e il Joint Maritime Information Center guidato dalla Marina americana, il conteggio comprende attacchi, tentativi di attacco e azioni di disturbo, tra cui sorveglianza tramite droni e comunicazioni radio attribuite ai Guardiani della Rivoluzione iraniani.

Nel mirino petroliere e navi per il trasporto di petrolio, GNL e GPL, mentre il traffico energetico del Golfo continua a transitare attraverso una delle arterie strategiche più importanti del pianeta.

L’aumento degli incidenti segna una nuova fase della pressione iraniana sulla navigazione commerciale: Hormuz resta uno dei fronti più delicati della guerra.