Un rapporto di NGO Monitor svela i retroscena della serie di divieti commerciali imposti il mese scorso a Israele da Canada e alcune nazioni europee.
Secondo questo un nuovo rapporto cinquantanove ONG, alcune finanziate proprio dai governi presi in esame, sarebbero dietro i divieti commerciali contro Israele. Le iniziative anti-israeliane in Europa e in Canada fanno seguito a un'intensa attività di lobbying da parte delle ONG.
Il concetto va spiegato meglio: ONG finanziate da certi governi sono dietro alle intense attività di pressione politica esercitata presso gli stessi governi che le finanziano.
In ogni caso il mese scorso diversi governi, quelli che finanziano chi poi li mette sotto pressione, hanno annunciato misure per penalizzare il commercio nelle aree al di là della linea di armistizio del 1949, inclusa la Città Vecchia di Gerusalemme.
Sebbene spesso presentate come risposte alle politiche israeliane il nuovo e approfondito rapporto di NGO Monitor dimostra che tali misure possono essere meglio comprese come il risultato di un decennio di pressioni da parte di attivisti di ONG anti-israeliane.
Di fatto Belgio, Canada, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito hanno annunciato questi divieti commerciali nel settembre 2026 e NGO Monitor nel rapporto ha dimostrato che proprio le ONG schierate politicamente hanno spinto per questi divieti almeno dal 2012.
Ma non è tutto perché questa mossa è considerata un passo intermedio verso un boicottaggio totale di Israele e i suddetti governi hanno finanziato queste ONG per mettere in atto campagne anti-israeliane per influenzare la loro diplomazia in Medio Oriente.
Anche questo va spiegato bene: i governi hanno finanziato le ONG per campagne anti israeliane che potessero spingere gli stessi governi ad assumere iniziative di embargo.
Sembra una pazzia ma è quello che emerge dal rapporto di ONG Monitor.
Anne Herzberg, consulente legale di NGO Monitor ha dichiarato:
“Contrariamente a quanto affermato queste misure non promuovono la pace ma alimentano il conflitto e costituiscono una vera e propria guerra economica contro Israele frutto di anni di attività di lobbying coordinate da parte delle ONG del movimento BDS. È particolarmente grave che molti dei gruppi che promuovono queste misure siano finanziati proprio dai governi che hanno cercato di influenzare, il che significa che questi Paesi hanno pagato per anni ONG attiviste affinché facessero pressioni contro se stessi e contro Israele”.
Rimane che mentre Israele sta per celebrare la democrazia con le elezioni che decideranno il destino della nazione intera dall’Europa, da quelle nazioni che hanno finanziato chi ha pressato per boicottare, arrivano immagini di saccheggi incendi e violenza.
In un mondo normale ci sarebbe da chiedersi: “non sarebbe il caso di risolvere i problemi interni prima di mettere il naso a quelli esterni?”
L’unica risposta allo stato attuale è che questo non è un mondo normale.
Il cane che si morde la coda
Modificato il 19 ottobre 2026 alle 19:25
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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