Dopo il tentato attentato sul volo FlyDubai FZ1073, Israele sta conducendo una verifica urgente per stabilire quanti piloti provenienti da Paesi nemici o ostili abbiano operato negli ultimi anni sulle rotte da e verso Ben Gurion.

Secondo Channel 12, piloti cittadini di Iran, Siria e Iraq avrebbero già pilotato aerei di compagnie straniere entrati e usciti da Israele, utilizzando una seconda cittadinanza e un passaporto rilasciato da un altro Paese. Autorità internazionali starebbero collaborando con Israele per ricostruire la portata del problema.

Emergono intanto nuovi interrogativi sul sistema di controllo precedente al volo FZ1073. Israele aveva ricevuto in anticipo da FlyDubai la lista completa dei membri dell’equipaggio, compreso il copilota omanita Hamam al-Hammami.

Fonti della sicurezza indicano che il dipartimento di sicurezza del Ministero dei Trasporti e il Mossad sono responsabili delle verifiche sugli equipaggi stranieri e dell’eventuale segnalazione di elementi sospetti. L’Autorità fiscale israeliana ha confermato che la lista dell’equipaggio era effettivamente arrivata prima del volo; resta da chiarire quali controlli siano stati effettuati e perché non sia emerso un allarme prima della partenza.

Il caso FlyDubai non riguarda quindi più soltanto ciò che è accaduto a bordo del FZ1073: sta aprendo una verifica molto più ampia sull’intero sistema di screening degli equipaggi stranieri autorizzati a volare verso Israele.