Alla luce degli attuali risultati dello scrutinio, la formazione del prossimo governo israeliano si presenta particolarmente complessa. Né Gadi Eisenkot né Benjamin Netanyahu disporrebbero, allo stato attuale, dei numeri necessari per ottenere la fiducia della nuova Knesset.
Il blocco guidato da Eisenkot non riuscirebbe a formare nemmeno un governo di minoranza qualora la Lista Comune araba mantenesse l’impegno di votare contro entrambi gli schieramenti.
Anche contando sul sostegno di Ra’am, il partito arabo che aveva già partecipato alla precedente coalizione Bennett–Lapid, Eisenkot arriverebbe a 53 seggi, uno in meno rispetto ai 54 attribuiti al blocco guidato dal Likud.
Per superare questa situazione, Eisenkot avrebbe bisogno del sostegno di almeno due parlamentari della Lista Comune oppure di una defezione nello schieramento di Netanyahu.
La situazione non sarebbe più favorevole al Likud. Un eventuale governo di minoranza guidato da Netanyahu incontrerebbe infatti l’opposizione di 66 parlamentari, appartenenti al blocco Yashar e ai due partiti arabi, una maggioranza assoluta della Knesset.
Il nodo centrale non è dunque soltanto quale schieramento conquisterà più seggi, ma quale leader riuscirà a costruire una maggioranza parlamentare capace di sostenere un governo.
I risultati restano provvisori e gli equilibri potrebbero cambiare con il completamento dello scrutinio e l’avvio delle trattative tra i partiti.
Elezioni in Israele, stallo sulla formazione del governo: Eisenkot e Netanyahu senza una maggioranza
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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