E poco importa gli studi a Salò, l’università a Milano, la collaborazione con l’ISPI, gli articoli scritti per il Fatto Quotidiano e persino per Il Foglio, l’elezione al senato accademico con una lista (Udite! Udite!) di stampo liberale… il peggior brutto ceffo perdigiorno della più disastrata realtà provinciale con in tasca appena la terza media a differenza tua, nonostante tutti i tuoi pregi, la tua intelligenza, il tuo fervore e la tua passione lo è.

Quello che sto cercando di dirti: ha più cose in comune la Salis con la Meloni di quanto tu ne abbia, nel profondo, con il ragazzino anarchico a cui hai tentato di preparare la piazza a Milano.

Perché la Meloni, la Salis e quel ragazzino e il perdigiorno con la terza media sono in grado di dirmi dove era almeno uno dei nonni (o dei bisononni) nel 1915, nel 1918, nel 1922, nel 1938 e nel 1948 e la loro risposta - qualunque essa sia - sarà sempre corretta, e la tua sempre sbagliata: non fai parte del branco. Sei tagliato fuori dalla nostra storia patria.

L’italianità? È un misto di sangue versato, latte materno e suolo. È istinto,Storia, pensiero comune. La cittadinanza? È il frutto della civiltà, della modernità che con le sue leggi ha cercato di ammantare con la razionalità regole ancestrali.

Sei italiano per decreto, non per storia. Per un pezzo di carta. Un pezzo di carta revocabile, dal momento che c’hai sputato sopra, insozzandolo coi più turpi progetti eversivi che può maturare in un cervello malato solo l’inintegrabile che pretende un posto in società. La nostra società.

Eppure, devo dartene atto, in maniera del tutto imprevista hai giocato nella storia italiana e degli italiani. Tanto per iniziare: i tuoi scritti. Scritti acuti, intelligenti, che ci aiutano a inquadrare la malattia di cui è afflitta la nostra società - non la tua. E poi tu: la tua persona, il tuo essere un albero senza radici - perché tu sei qui, fisicamente, ma le tue radici strappate sono rimaste in Marocco - chissà dove poi, il Marocco è grande e complesso… più di te. Youssef Siher, lo spiantato: quello che vuole organizzare le seconde generazioni contro lo Stato Italiano che li ospita, ma che ha la testa in Marocco, nella rivolta della genZ locale contro il Re. Youssef Siher: il vaccino, che ci ha reso evidente il pericolo, e ci ha fatto riscoprire l’orgoglio di essere. Di essere italiani.

Vattene, Siher. Vattene. È l’unico modo che hai per guarire: c’è più onore in un patibolo in Marocco che nel propagandare una impossibile rivoluzione in Italia, una rivoluzione che se vorranno la faranno gli italiani - quelli che sanno darmi la risposta giusta a quella domanda a cui tu non puoi che rispondere in maniera errata. Sii la Storia, la tua Storia. La nostra, non ti appartiene e non ti apparterrà. Mai.