Quando una manifestazione politica arriva davanti a una sinagoga nel giorno di Yom Kippur, con megafoni, insulti e fedeli che esitano persino a scendere dalle proprie automobili, il confine tra protesta e intimidazione diventa sempre più sottile.
Ed è proprio ciò che è accaduto a Toronto, dove il giornalista canadese Neil Herland sarebbe stato temporaneamente sospeso dalla CBC e convocato per un procedimento disciplinare dopo aver pubblicato un video della manifestazione anti-Israele organizzata davanti alla funzione di Yom Kippur della sua sinagoga.
Nel filmato, girato il 21 settembre, alcuni manifestanti urlano attraverso i megafoni frasi come “Zionist alert”, “baby killer” e “all Zionists are racists”, mentre Herland tenta di entrare nell’edificio.
La protesta aveva preso di mira la funzione della Song Shul, dove era ospite Mark Regev, già ambasciatore israeliano nel Regno Unito. Secondo una rappresentante della comunità, alcuni fedeli sarebbero rimasti talmente intimiditi da non scendere nemmeno dalle proprie automobili.
Secondo quanto riportato dalla stampa canadese, la CBC avrebbe successivamente sospeso Herland dalle attività in onda e lo avrebbe convocato, insieme al suo avvocato, per un’udienza disciplinare. Un gruppo anti-Israele aveva presentato un reclamo contro il giornalista per il suo post.
Herland ha scritto di temere che il Canada possa diventare un Paese non più sicuro per gli ebrei, ricordando che suo padre, ebreo austriaco sopravvissuto alla Shoah in Romania, arrivò in Canada come rifugiato.
Una vicenda che arriva mentre le comunità ebraiche canadesi affrontano una crescente necessità di misure di sicurezza attorno a sinagoghe, scuole e istituzioni comunitarie.
Canada, giornalista ebreo sotto procedimento dopo aver filmato una protesta anti-Israele a Yom Kippur
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
Apri il post originale