Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu è partito nella notte per New York, dove oggi, 24 settembre, interverrà davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il discorso è previsto per le 20:00 ora italiana, le 14:00 a New York. Il velivolo governativo Wing of Zion è decollato da una base aerea nel sud di Israele per ragioni di sicurezza.

La visita sarà estremamente breve: Netanyahu dovrebbe trascorrere soltanto poche ore negli Stati Uniti e ripartire per Israele dopo il suo intervento, senza pernottare a New York. Secondo l’Ufficio del Primo Ministro, numerosi leader internazionali avevano chiesto un incontro, ma la durata ridotta della missione ha imposto una selezione degli appuntamenti.

In agenda figurano colloqui con i presidenti di Argentina, Bolivia, Paraguay, Panama ed Etiopia, con il vicepresidente della Colombia e con i primi ministri di Grecia, Slovenia e Papua Nuova Guinea. Non risultano invece, al momento, incontri programmati con rappresentanti dell’amministrazione americana. In particolare, non è previsto un incontro con il Presidente Donald Trump, mentre nei giorni scorsi era stata discussa la possibilità di un colloquio con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Prima della partenza Netanyahu ha anticipato il tono del suo intervento, dichiarando di recarsi alle Nazioni Unite per “difendere Israele e i soldati dell’IDF” dalle accuse rivolte allo Stato ebraico sulla scena internazionale. Il Primo Ministro ha inoltre promesso che nel discorso ci saranno “sorprese”.

Uno dei temi centrali dovrebbe essere ancora una volta l’Iran. Netanyahu ha costruito numerosi interventi alle Nazioni Unite attorno al programma nucleare iraniano e alle attività regionali di Teheran; secondo le anticipazioni circolate alla vigilia del discorso, potrebbe presentare nuove informazioni riguardanti il programma nucleare e i tentativi iraniani di ricostruire parte delle proprie capacità. Parallelamente, Israele ha lanciato a New York una campagna di diplomazia pubblica con 500 cartelloni e decine di camion dotati di schermi digitali, concentrata sulla minaccia iraniana e sulla cooperazione strategica tra Israele e Stati Uniti.

Netanyahu ha inoltre annunciato che utilizzerà il palco dell’ONU per rispondere direttamente al sindaco di New York Zohran Mamdani, che lo ha accusato di crimini di guerra e aveva in passato dichiarato di voler dare esecuzione al mandato della Corte Penale Internazionale, salvo riconoscere successivamente di non disporre dell’autorità necessaria. Netanyahu ha dichiarato che parlerà di Mamdani e che difenderà pubblicamente l’operato dei soldati israeliani.

L’intervento arriva inoltre a poco più di un mese dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, elemento che conferisce al discorso una rilevanza anche sul piano politico interno. Netanyahu torna così sul palco dell’Assemblea Generale in uno dei momenti diplomaticamente più delicati degli ultimi anni per Israele, con Iran, sicurezza regionale, rapporti con Washington e difesa dell’operato dell’IDF destinati a dominare il suo intervento.