Un soldato dell’IDF è rimasto gravemente ferito oggi in un attentato con auto al checkpoint di Maccabim, lungo la Route 433, in Giudea e Samaria. Secondo le autorità israeliane, l’attentatore ha accelerato contro un veicolo della polizia, investendo il militare che operava sul posto insieme a un agente. Le forze presenti hanno aperto il fuoco, eliminando l’aggressore, identificato come Mahmoud Mohammad Sliman, 29 anni, residente a Beit Ur al-Tahta. Il soldato, rimasto privo di conoscenza dopo l’impatto, è stato evacuato allo Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme in gravi condizioni.
L’attacco arriva a pochi giorni dall’uccisione di Netanel Shukrun, padre di sei figli, nell’attentato avvenuto presso una sorgente nei pressi di Neve Tzuf, e si inserisce in un quadro di crescente tensione nell’area.
Poche ore dopo, l’IDF ha annunciato una misura operativa significativa. In seguito a una nuova valutazione della situazione, il Capo di Stato Maggiore, Generale Eyal Zamir, ha ordinato al Comando della 98ª Divisione di assumere la responsabilità delle Brigate regionali di Giudea ed Etzion, responsabili del settore meridionale della regione. Si tratta di un provvedimento non ordinario, poiché le due brigate dipendono normalmente dalla Divisione Giudea e Samaria.
L’obiettivo dichiarato dall’IDF è rafforzare la struttura di comando e controllo e aumentare le capacità sia difensive sia offensive durante l’attuale fase di tensione. La 98ª Divisione non trasferirà nell’area le proprie unità organiche: sarà il suo quartier generale ad assumere il comando delle due brigate territoriali, alleggerendo il carico operativo sulla Divisione Giudea e Samaria.
Anche Washington guarda con crescente preoccupazione alla situazione. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che il Presidente Donald Trump non vuole vedere aprirsi un ulteriore focolaio in Giudea e Samaria mentre il Medio Oriente è già attraversato da molteplici crisi.
Rubio ha affermato che gli Stati Uniti hanno comunicato questa posizione alle parti, sottolineando che, nelle parole del Presidente, «il mondo in questo momento non ha bisogno di una crisi in Cisgiordania».
La sequenza delle ultime ore fotografa quindi una situazione in rapido deterioramento: un nuovo attentato con un soldato israeliano gravemente ferito, il rafforzamento della catena di comando dell’IDF sul terreno e, parallelamente, la preoccupazione americana che Giudea e Samaria possano trasformarsi in un ulteriore fronte aperto nella regione.
Giudea e Samaria, nuova escalation: soldato gravemente ferito, l’IDF rafforza il dispositivo e Rubio teme l’apertura di un nuovo fronte
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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