Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha trasformato il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un duro attacco contro Stati Uniti e Israele. Nei video diffusi dalla sala, rappresentanti delle delegazioni americana e israeliana vengono mostrati mentre abbandonano l’aula durante il suo intervento.

Pezeshkian ha accusato Stati Uniti e Israele di aver colpito università, strutture sanitarie, scuole, ospedali e infrastrutture iraniane, sostenendo che tra le vittime vi siano bambini innocenti. Ha quindi definito Israele un “regime terrorista”, affermando che attaccherebbe altri Paesi “con totale impunità”.

Il Presidente iraniano ha poi affrontato la questione nucleare, accusando Israele di possedere armi atomiche e di non consentire ispezioni dell’AIEA, chiedendo perché Teheran dovrebbe invece sottoporsi ai controlli internazionali.

Su questo punto, però, i due Paesi si trovano in situazioni giuridiche differenti: l’Iran è parte del Trattato di non proliferazione nucleare e il suo accordo di salvaguardie con l’AIEA deriva proprio dagli obblighi assunti con il TNP; Israele non aderisce al TNP e dispone invece di accordi di salvaguardia limitati a specifici materiali e attività.

Pezeshkian ha infine rivendicato il diritto dell’Iran a difendersi, sintetizzando così la propria posizione:

«Nel corso della sua lunga storia, l’Iran ha imparato una lezione molto chiara: senza potere, l’esistenza non è garantita».

Il discorso arriva in un momento di fortissima tensione tra Washington e Teheran: il giorno precedente Donald Trump aveva dedicato una parte centrale del proprio intervento all’ONU alla guerra con l’Iran e aveva chiesto un nuovo accordo con la Repubblica Islamica.