Circa 130 capi di Stato e di governo sono attesi questa settimana a New York per l’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, in un quadro internazionale segnato dalle guerre in Iran, Gaza, Ucraina, Sudan, Congo e Myanmar, dalle tensioni economiche globali e dal crescente dibattito sui rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Tra gli interventi più attesi: Donald Trump ed Emmanuel Macron martedì; Volodymyr Zelensky e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian mercoledì; Benjamin Netanyahu giovedì. Nello stesso giorno Mahmoud Abbas interverrà in videocollegamento dopo il mancato rilascio del visto statunitense per recarsi a New York.

Assenti invece alcuni dei principali leader mondiali: Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi non parteciperanno personalmente ai lavori. Per Antonio Guterres sarà inoltre l’ultima Assemblea generale con i leader mondiali prima della conclusione del suo secondo mandato da Segretario generale, prevista per il 31 dicembre.

Particolare attenzione sarà riservata anche all’intelligenza artificiale: il Consiglio di Sicurezza ha inserito per mercoledì una riunione ad alto livello dedicata all’AI, mentre cresce il confronto internazionale sull’assenza di regole globali condivise e sui possibili rischi di sistemi sempre più avanzati.

Sul piano politico, l’Assemblea arriva inoltre mentre le Nazioni Unite attraversano una fase di forte pressione finanziaria e istituzionale e torna sul tavolo il tema della riforma del Consiglio di Sicurezza e dell’intero sistema ONU.

Per Israele, gli occhi saranno soprattutto sul discorso di Netanyahu di giovedì e sul confronto diplomatico attorno a Gaza, Iran e futuro dell’ordine regionale mediorientale.