Sufian Abu Zaida, ex ministro dell’Autorità Palestinese ed esponente di Fatah, ha rivelato nuovi particolari sul ruolo di mediatore che avrebbe svolto tra Israele e Hamas per circa un anno e mezzo prima del massacro del 7 ottobre 2023.
Secondo Abu Zaida, tutto iniziò nel marzo 2022, quando il dirigente di Hamas Ghazi Hamad gli chiese di intervenire nei negoziati con Israele, ormai bloccati da anni.
Hamad gli avrebbe inoltre assicurato che Yahya Sinwar aveva personalmente approvato il suo coinvolgimento come intermediario.
Al centro delle trattative c’era un possibile accordo per la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti in Israele in cambio dei due civili israeliani allora nelle mani di Hamas, Avera Mengistu e Hisham al-Sayed, e dei corpi dei soldati dell’IDF Hadar Goldin e Oron Shaul.
Ma Abu Zaida sostiene che il negoziato fosse più ampio: avrebbe dovuto contribuire anche ad affrontare la crisi elettrica di Gaza, favorire la ricostruzione, consentire l’ingresso di lavoratori palestinesi in Israele, intervenire sulle infrastrutture e facilitare l’ingresso nella Striscia di centinaia di beni sottoposti a restrizioni.
L’ex ministro afferma di avere accettato il ruolo non nell’interesse di Hamas, ma «per Gaza e per la sua popolazione».
Resta però una questione cruciale ancora senza risposta: non è chiaro se questi contatti fossero ancora attivi mentre Hamas preparava l’attacco del 7 ottobre.
Abu Zaida ha annunciato che renderà pubblici ulteriori dettagli, compreso un messaggio di Yahya Sinwar che sostiene di aver trasmesso a Israele.
Nuovi dettagli sui presunti negoziati segreti tra Israele e Hamas prima del 7 ottobre
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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