Una organizzazione senza scopo di lucro fondata da Dror Amos, maggiore della riserva dell’IDF e candidato numero 6 nella lista dello Shas alle prossime elezioni, è al centro di un’inchiesta sull’utilizzo di milioni di shekel di fondi pubblici.
Secondo l’inchiesta, nel 2024 l’organizzazione avrebbe ricevuto 4,8 milioni di shekel destinati ufficialmente al sostegno delle famiglie colpite dal lutto dopo il massacro del 7 ottobre.
Di questa somma, tuttavia, oltre 2,5 milioni di shekel sarebbero stati utilizzati per finanziare borse destinate a studenti sposati delle yeshivot. Diverse famiglie in lutto e comunità interessate avrebbero inoltre dichiarato di non aver mai sentito parlare dell’organizzazione.
L’inchiesta segnala anche possibili casi di doppio finanziamento pubblico, con enti locali e consigli religiosi legati allo Shas che avrebbero pagato all’organizzazione servizi già finanziati dal Ministero dei Servizi Religiosi. Vengono inoltre indicati rapporti tra l’ente, familiari di Amos e società private riconducibili alla famiglia.
Amos avrebbe lasciato formalmente l’organizzazione nel maggio 2025, dopo essere diventato presidente del Consiglio religioso di Haifa, per evitare un conflitto d’interessi. A sostituirlo sarebbe stato suo fratello.
Shas respinge le accuse, definendo il servizio una «falsa inchiesta» volta a danneggiare il partito. Il Ministero dei Servizi Religiosi sostiene che gli accordi relativi al conflitto d’interessi di Amos siano stati approvati legalmente e che nulla sia stato nascosto.
L’organizzazione per i diritti religiosi ITIM ha annunciato che chiederà alla procuratrice generale Gali Baharav-Miara di aprire un’indagine penale sulle accuse.
Fondi destinati alle famiglie in lutto sarebbero finiti agli studenti delle yeshivot
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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