Alcuni rapporti consolari dell'Ottocento confermavano la tesi che la Palestina storica non avrebbe potuto ospitare più di un milione di persone a causa della scarsità d'acqua e delle limitate risorse naturali. Tesi ampiamente discussa dalle autorità coloniali britanniche che divenne pilastro geopolitico ufficiale all'inizio del Novecento sotto il Mandato Britannico poi codificato nel Libro Bianco del 1939.

Questo limite fu anche politicamente usato per sostenere che l'immigrazione di massa avrebbe causato una catastrofe umanitaria per mancanza di risorse idriche e suolo coltivabile. Da qui il limite al numero di ebrei, anche reduci dai campi di sterminio nazisti, che potevano entrare legalmente in quello che era il Mandato Britannico in Palestina.

Gli inglesi non capivano allora, e probabilmente non lo capiscono neanche oggi, che il signor IMPOSSIBILE non è ebreo.

Non conoscevano allora e probabilmente non conoscono neanche oggi, la Dottrina Ben Gurion che dice: “quando un esperto afferma che una cosa è impossibile bisogna cambiare l’esperto.”

Grazie allo sviluppo di infrastrutture idriche avanzate e in epoca contemporanea la desalinizzazione di massa dell'acqua marina, progetti e lavori infrastrutturali eseguiti negli ultimi decenni dagli EBREI SIONISTI vivono oggi, tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo una popolazione complessiva di oltre 14 milioni di persone tra israeliani e palestinesi.

Si avete letto bene, i Palestinesi, quelli del Free Free Palestine che voglio distruggere Israele e che vogliono dal fiume al mare ma che nel frattempo si godono il benessere e lo sviluppo occidentale che proprio grazie al sionismo è arrivato dalle loro parti.

Quando il paradosso incontra se stesso... e poi impazzisce.

Ma non è tutto, di contro, mentre come dicevo da una parte i palestinesi si godono lo sviluppo occidentale creato dagli EBREI SIONISTI dall’altra, l’onore e l’ideologia religiosa non si può certo dimenticare, devono sabotare quello stesso sviluppo incendiando i boschi con inneschi e liquidi infiammabili o lanciando palloncini e aquiloni con bottiglie molotov nelle stagioni secche. Inquinando il terreno con scavi selvaggi nelle cave con residui che finiscono sul terreno inquinandolo e, come abbiamo visto nell’ultimo filmato dell’imbecille di turno che si è ripreso mentre scaricava nel torrente Hebron liquami tossici o velenosi. In un angolo di mondo dove l’acqua è sacra per tutti.

Tanto ai palestinesi è permesso tutto e nessuno dice niente.

L’importante sono i venti minuti di applausi a Venezia.