Una kippà non è una provocazione. Un ebreo non è un bersaglio. E aspettare un autobus non può diventare una prova di coraggio.
Mercoledì 16 settembre, a Milano, un rabbino è stato aggredito mentre si trovava alla fermata dell’autobus in zona Bande Nere. Nel procedimento sono contestati anche reati legati alla discriminazione razziale e religiosa. Le responsabilità saranno accertate in giudizio; il diritto di ciascuno a vivere senza essere aggredito o umiliato, invece, non è in discussione.
Di fronte a questo, le parole di solidarietà sono necessarie. Ma non possono essere il punto d’arrivo. L’indignazione che dura il tempo di un commento lascia troppo presto il posto al silenzio. E chi ha subito un’aggressione deve poter trovare qualcosa di più concreto di una sequenza di messaggi sul telefono.
Per questo Israele Senza Filtri invita i propri lettori a partecipare a “Milano indossa la Kippà”: martedì 22 settembre 2026, alle ore 13:00, in piazza San Carlo a Milano.
L’appello è rivolto a tutti. Agli ebrei e ai non ebrei. A chi crede e a chi non crede. A tutti coloro che considerano intollerabile che una persona debba domandarsi se sia prudente uscire di casa mostrando la propria identità.
Non serve condividere una fede per difendere chi la professa. Non serve avere le stesse opinioni per riconoscere il diritto altrui alla sicurezza. E soprattutto nessun ebreo deve superare un esame di geopolitica per meritare solidarietà. Non deve spiegare una guerra, giustificare un governo o dichiarare preventivamente da chi prende le distanze. È una persona. Basta questo.
Martedì portiamo in piazza un messaggio senza ambiguità: non accettiamo che nascondersi diventi il prezzo della tranquillità. Non chiediamo a chi viene intimidito di rendersi meno visibile. Rendiamo più visibile la nostra vicinanza.
Una manifestazione non cancellerà l’antisemitismo. Sarebbe disonesto prometterlo. Non sostituisce il lavoro delle forze dell’ordine, gli accertamenti della magistratura o l’impegno quotidiano contro la discriminazione. Ma può dare una risposta concreta a una domanda essenziale: quando qualcuno viene colpito, chi gli sta accanto?
Alla nostra comunità militante chiediamo un impegno preciso: condividete la locandina, avvisate amici e colleghi, organizzatevi per partecipare. Chi può esserci porti anche qualcuno che, senza un invito personale, forse non avrebbe pensato di venire.
Non lasciamo alla sola comunità ebraica il compito di manifestare contro l’odio che la colpisce.
Martedì 22 settembre, ore 13:00. Piazza San Carlo, Milano.
La vergogna è solo di chi aggredisce. Non di chi indossa una kippà.
A difesa della libertà e della dignità della persona, Martedì 22 settembre scendiamo in piazza a Milano al fianco della Comunità ebraica
Modificato il 18 settembre 2026 alle 13:23
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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