Centinaia di migliaia di iraniani hanno partecipato oggi a Teheran a una manifestazione organizzata dal regime, presentata come una dimostrazione di disponibilità a tornare alle armi in caso di una nuova fase della guerra contro Stati Uniti e Israele.

L’iniziativa, denominata “Janfaday-e Iran” – “coloro che sacrificano la propria vita per l’Iran” – prevede anche un programma di addestramento militare di base per i volontari, compreso l’uso dei fucili d’assalto. I nuovi volontari dovrebbero affiancare i Pasdaran e la milizia Basij.

Secondo il comandante dei Guardiani della Rivoluzione a Teheran, generale Hassan Hassanzadeh, oltre 600.000 persone si sarebbero già registrate al programma e le autorità puntano a superare il milione. La televisione di Stato iraniana ha stimato in oltre 300.000 i partecipanti scesi oggi nelle strade della capitale. Si tratta di cifre provenienti dalle autorità iraniane e non verificate indipendentemente.

Il nuovo comandante dei Basij, Hossein Taeb, ha dichiarato che i volontari saranno preparati per una “difesa su vasta scala” e che iniziative analoghe saranno organizzate in altre città del Paese. Alla manifestazione erano presenti anche il presidente Masoud Pezeshkian e alti vertici militari.

Durante il corteo sono stati esposti sistemi antiaerei, droni e altre capacità militari. Alcuni manifestanti hanno calpestato bandiere israeliane e statunitensi, mentre dalla folla si sono levati slogan di “Morte a Israele” e “Morte all’America”.

La mobilitazione arriva mentre Teheran cerca di mostrare unità e capacità di resistenza dopo mesi di guerra e in una fase di crescente pressione economica dovuta al blocco navale statunitense e alle nuove sanzioni americane.