L’IDF ha formalmente congedato il tenente colonnello A., l’ufficiale che ricopriva l’incarico di responsabile dell’intelligence della Divisione Gaza al momento del massacro del 7 ottobre.

La decisione conclude un procedimento durato mesi e contestato dall’ufficiale anche davanti alla giustizia amministrativa. A giugno, il tribunale aveva respinto il suo ricorso, stabilendo che la procedura avviata dall’esercito per porre fine al suo servizio era stata condotta legalmente.

Il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir aveva già stabilito nel novembre 2025 che l’ufficiale figurava tra i comandanti con responsabilità di comando nei fallimenti che precedettero il 7 ottobre.

Prima della decisione definitiva, l’IDF afferma di aver esaminato le conclusioni delle proprie indagini interne, le valutazioni professionali sul comportamento dell’ufficiale nel periodo precedente all’attacco e le argomentazioni presentate dallo stesso tenente colonnello.

Parallelamente prosegue la battaglia giudiziaria sulla pubblicazione della sua identità. Un tribunale di Tel Aviv ha autorizzato la divulgazione del nome dopo il ritiro delle obiezioni di sicurezza dello Stato, ma l’identità rimane per il momento coperta da divieto di pubblicazione in attesa degli ulteriori procedimenti.

Il congedo, invece, è già effettivo. L’ufficiale potrà ancora presentare appello direttamente al capo di Stato Maggiore Zamir.

La decisione rientra nel più ampio processo con cui l’IDF sta affrontando le responsabilità della propria catena di comando per i fallimenti che precedettero il 7 ottobre.