Donald Trump deve decidere a breve quale sarà la prossima mossa degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran: proseguire sulla strada della pressione e dei negoziati oppure tornare a operazioni militari su vasta scala.

Trump e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno ordinato alle forze armate statunitensi di mantenere l’attuale livello di dispiegamento in Medio Oriente fino alla fine dell’anno. Una postura pensata per consentire a Washington di tornare rapidamente al combattimento, ma che secondo fonti americane non può essere mantenuta indefinitamente.

Interpellato sulla possibilità di una nuova offensiva contro Teheran, Trump ha sintetizzato così il dilemma:

«Sto decidendo se annientarli o meno».

Il presidente si è inoltre detto molto soddisfatto del blocco navale imposto all’Iran, sostenendo che dall’inizio dell’operazione nessuna nave sia riuscita a raggiungere il Paese e che i tentativi di forzare il blocco siano stati neutralizzati.

Parallelamente, i canali diplomatici con Teheran restano aperti. Secondo Trump, gli iraniani continuano a volere un accordo.

Washington sta intanto lavorando anche allo scenario successivo alla crisi: contenimento regionale dell’Iran e ampliamento degli accordi di normalizzazione tra Israele e gli Stati arabi.

Il dossier sarà al centro dei prossimi colloqui di Trump con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. Il presidente americano non ha inoltre escluso un incontro a New York con Benjamin Netanyahu.

La finestra dell’incertezza, però, si sta restringendo: diplomazia o nuova offensiva militare, Washington dovrà presto scegliere.