La campagna elettorale israeliana si trasforma in una resa dei conti tra ex alleati e generali.
Gadi Eisenkot attacca Naftali Bennett e Avigdor Liberman, accusandoli di mettere a rischio le possibilità dell’opposizione con quella che definisce «vecchia politica». Il nodo è la premiership: per Eisenkot, il leader del partito più grande del blocco dovrebbe essere automaticamente il candidato alla guida del governo.
Il riferimento a Bennett e Liberman è diretto: secondo Eisenkot, non si può pretendere di diventare primo ministro con appena otto seggi.
Yisrael Beytenu replica chiedendo a Eisenkot di chiarire, prima di tutto, con chi intenda governare.
Ma lo scontro più duro è quello con Ofer Winter.
Eisenkot contesta frontalmente la narrativa dell’ex generale sulla guerra a Gaza: sostiene che nell’ottobre 2023 Winter avesse avvertito Netanyahu e i vertici militari che un’invasione terrestre avrebbe potuto provocare migliaia di morti tra i soldati israeliani.
Winter contrattacca sul terreno più sensibile: il 7 ottobre.
Am Yisrael accusa Eisenkot di aver contribuito, durante il suo mandato da capo di Stato Maggiore, alla costruzione di una concezione strategica errata nei confronti dei nemici di Israele, sostenendo che proprio quell’impostazione avrebbe contribuito al fallimento culminato nel massacro del 7 ottobre.
Eisenkot respinge anche l’accusa di aver bloccato la carriera di Winter, ricordando di averlo promosso generale di brigata e successivamente proposto come segretario militare del primo ministro.
Non è più soltanto una battaglia tra governo e opposizione.
È diventata anche una guerra interna per stabilire chi guiderà l’alternativa a Netanyahu — e, tra Eisenkot e Winter, chi dovrà rispondere politicamente e militarmente delle scelte che hanno preceduto e seguito il 7 ottobre.
Eisenkot contro tutti: scontro con Bennett, Liberman e Winter
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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