Un ufficiale pilota risponde alle accuse contenute nel “documentario” Naza: «500 vittime? Non c'è mai stata un'approvazione per un'operazione del genere».
Il Colonnello (in riserva) A', pilota da combattimento ed ex comandante della base di Ramat David, che ha effettuato migliaia di missioni nel corso della guerra, respinge l'affermazione secondo cui sia stata approvata un'operazione con un previsto numero di circa 500 vittime: «Non mi sono mai imbattuto in un numero del genere, né in qualcosa di simile. Con un'alta probabilità, non c'è mai stato un evento del genere approvato».
Secondo le sue parole, un'operazione prevede almeno quattro fasi: l'intelligence individua un obiettivo, viene verificato che sia effettivamente utilizzato per attività terroristiche, l'obiettivo viene sottoposto a una serie di approvazioni da parte di alti comandanti e solo allora interviene il pilota, che definisce questa fase come "la quarta fase del processo". Anche all'ultimo momento viene effettuata una scansione per individuare eventuali civili e, se necessario, si modificano le armi, si attende o si annulla l'operazione.
A. sostiene che Hamas sta intenzionalmente integrando infrastrutture terroristiche nella popolazione: «Il missile si trovava nella camera da letto, il deposito di armi nella stanza dei bambini e il quartier generale all'interno di un edificio civile».
Riguardo ai danni ai civili, ha affermato: «È terribile e orribile a livello umano. La guerra è un vero inferno», ma, a suo dire, «Parlare in termini di numeri gonfiati è un modo per attirare l'attenzione, non una descrizione di ciò che è realmente accaduto».
Naza: un pilota israeliano respinge l'ipotesi di un'operazione con 500 vittime civili
Modificato il 17 settembre 2026 alle 11:09
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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