Per il secondo anno consecutivo, gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta di visto del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, impedendogli di recarsi a New York la prossima settimana per partecipare di persona all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Secondo quanto riferito al Times of Israel da un funzionario americano e uno palestinese, la decisione è stata comunicata oggi all’ufficio di Abbas. Il visto sarebbe stato negato anche a decine di altri funzionari dell’Autorità Palestinese che avrebbero dovuto accompagnarlo.
Un secondo funzionario palestinese ha mostrato il proprio avviso di diniego, nel quale viene citata la sezione 212(a)(3)(B) della legge statunitense sull’immigrazione: la disposizione impedisce il rilascio del visto a persone coinvolte in attività terroristiche o associate a organizzazioni terroristiche, prevedendo un’inammissibilità permanente.
Non è tuttavia chiaro se il visto di Abbas sia stato respinto sulla stessa base giuridica.
La missione palestinese alle Nazioni Unite ha quindi presentato una risoluzione, che dovrebbe essere sottoposta domani all’Assemblea Generale, per consentire ad Abbas di intervenire in videocollegamento, come già avvenuto lo scorso anno.
Nel 2025 l’amministrazione Trump aveva motivato una decisione analoga sostenendo che l’Autorità Palestinese avesse intrapreso iniziative capaci di compromettere le prospettive di pace. I rapporti tra Washington e Ramallah rimangono tuttora particolarmente freddi.
Gli Stati Uniti negano il visto ad Abu Mazen: interverrà all’ONU da remoto
Modificato il 17 settembre 2026 alle 01:16
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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