Il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, tenente generale Eyal Zamir, ha affermato durante un briefing a porte chiuse con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Israel Katz che Hamas è oggi «un’organizzazione sconfitta».

Secondo Zamir, Hamas non è più in grado di reagire efficacemente alle operazioni israeliane: l’IDF continua a eliminare comandanti, responsabili del massacro del 7 ottobre e depositi di armi senza che l’organizzazione riesca a rispondere in maniera significativa.

L’intelligence militare israeliana mantiene tuttavia una valutazione più prudente: Hamas sta tentando di ristabilire la propria amministrazione nelle aree ancora sotto il suo controllo, reclutare nuovi uomini e ricostruire progressivamente le proprie capacità militari.

Zamir ha riconosciuto queste intenzioni, distinguendole però dalle capacità effettive dell’organizzazione: Hamas è stato sconfitto come forza militare organizzata, ma non è ancora stato completamente disarmato o eliminato.

Secondo le valutazioni presentate ai vertici politici, l’IDF controlla ormai oltre il 64% della Striscia di Gaza, compresi punti di accesso strategici, limitando fortemente la capacità di Hamas di contrabbandare armi e ricostituire il proprio arsenale.

Dal mese di ottobre dello scorso anno, secondo l’IDF, oltre 700 terroristi sono stati eliminati nella Striscia.

La pressione militare continuerà: l’obiettivo israeliano resta impedire che Hamas possa trasformare i tentativi di ricostruzione politica e amministrativa in una nuova capacità militare.