Il regime iraniano ha presentato Alaj, una piattaforma per identificare e segnalare gli oppositori residenti all’estero. Nel mirino ci sono anche gli iraniani che sostengono sanzioni o interventi militari contro la Repubblica islamica. L’iniziativa è stata promossa dall’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, e dalla televisione di Stato.

Le segnalazioni vengono raccolte attraverso un sito, un bot Telegram e l’app iraniana Bale. Secondo i media statali, il sistema avrebbe già identificato e monitorato 1.600 persone, di cui 600 grazie alle segnalazioni del pubblico. Il portale pubblica fotografie, nomi e, in alcuni casi, ulteriori dati personali dei soggetti presi di mira.

Fra le misure indicate figurano il congelamento dei beni e l’esclusione dai servizi consolari e da quelli legati alla cittadinanza. Già il 9 marzo la procura generale iraniana aveva minacciato la confisca delle proprietà degli espatriati che esprimessero sostegno agli Stati Uniti e a Israele.

Il Jerusalem Post, citando Fars, riferisce anche della possibilità di revocare la cittadinanza, ma precisa che le modalità non sono chiare: non è quindi accertata una revoca automatica per chi viene segnalato.

Un sistema di delazione che estende la repressione oltre i confini iraniani: anche chi vive all’estero viene esposto alla sorveglianza e alla minaccia di ritorsioni.