Israele sta perdendo la battaglia dell’informazione perché resta intrappolato nella difesa permanente. È la tesi di Ben-Dror Yemini, che su Ynet invita a cambiare strategia: non limitarsi a confutare le accuse di genocidio, ma portare al centro del dibattito internazionale l’ideologia e gli obiettivi di Hamas.

Nel mirino dell’editorialista c’è anche NAZA, che considera parte di una campagna di delegittimazione di Israele. Secondo Yemini, inseguire ogni testimonianza del film rischia di esaurire energie e offrirgli ulteriore pubblicità, lasciando agli accusatori il controllo del dibattito.

La proposta è utilizzare le dichiarazioni degli stessi dirigenti di Hamas, documentandone l’antisemitismo e le ambizioni dell’islamismo radicale. L’autore richiama, in particolare, le parole di Mahmoud al-Zahar sugli obiettivi del movimento, descritti come estesi ben oltre la Palestina.

Yemini propone pagine pubblicitarie sui principali quotidiani internazionali e denuncia lo scarso spazio culturale riservato all’indottrinamento e alla costruzione della macchina terroristica di Hamas. La sua conclusione: smentire le falsità resta necessario, ma difendersi non basta. Bisogna mostrare che cosa sostiene e persegue l’organizzazione che tanti presentano come un movimento di liberazione.