Emergono due approcci molto diversi nei confronti dell’Iran mentre continua la guerra in Medio Oriente.

A New Delhi, a margine del vertice BRICS, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohammed bin Zayed Al Nahyan. L’incontro è stato confermato dall’ambasciata iraniana in India, che ha diffuso anche una fotografia del colloquio.

Il contatto è politicamente significativo perché avviene nonostante le profonde divergenze tra Emirati Arabi Uniti e Iran sulla guerra e mentre Teheran tenta di mantenere aperti canali diplomatici con gli Stati arabi del Golfo.

Completamente diversa la posizione del Bahrain.

Manama ha annunciato che non parteciperà ad alcun incontro con l’Iran dedicato alla situazione nello Stretto di Hormuz fino a quando non saranno ristabilite le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Il Bahrain aveva interrotto i rapporti con Teheran nel 2016, seguendo l’Arabia Saudita dopo l’assalto alle sedi diplomatiche saudite in Iran. La posizione di Manama è oggi ulteriormente irrigidita dal conflitto: il Paese è stato bersaglio di attacchi iraniani con missili e droni dall’inizio della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele a febbraio.

Si delineano quindi due strategie nel Golfo: Abu Dhabi mantiene aperto il canale politico con Teheran, anche nel pieno della guerra; il Bahrain considera invece impossibile discutere persino della sicurezza di Hormuz senza una preventiva normalizzazione dei rapporti diplomatici.

Una divergenza tutt’altro che secondaria, perché riguarda proprio lo Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici dell’intero confronto con l’Iran.