Dopo lo scrutinio del 13,65% dei voti nelle elezioni presidenziali brasiliane, Flavio Bolsonaro ha ridotto il distacco dal presidente uscente Lula da Silva, portandosi in vantaggio di un risicato 50,01%, come già accennato, con molti voti ancora da scrutinare.
Il Ministro degli Esteri Omar Bula ha dichiarato che la Colombia rifiuta l'approccio del gruppo, definendolo "un'organizzazione creata per isolare e attaccare Israele".
La Colombia era uno dei membri fondatori del blocco nel gennaio 2025, e anche la Bolivia e l'Honduras hanno lasciato il gruppo.
Una svolta diplomatica nei rapporti tra Israele e America Latina. La Colombia ha inaugurato ufficialmente la propria ambasciata a Gerusalemme, diventando il decimo Paese ad avere una rappresentanza diplomatica nella capitale israeliana.
Alla cerimonia hanno partecipato il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo colombiano Omar Bula Escobar, suggellando il completo ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
«Questo è un giorno di festa per le relazioni tra Israele e Colombia, ma anche un giorno di festa per Gerusalemme, la Capitale», ha dichiarato Sa’ar.
Il Ministro israeliano ha sottolineato come, al momento del suo insediamento, le ambasciate straniere a Gerusalemme fossero appena cinque, mentre oggi il loro numero è raddoppiato.
L’inaugurazione segna soprattutto una radicale inversione della politica estera colombiana. Nel maggio 2024, l’allora Presidente Gustavo Petro aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Israele. Il nuovo Presidente Abelardo de la Espriella, entrato in carica nell’agosto 2026, ha invece ripristinato i rapporti bilaterali, mantenendo la promessa di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme.
La riconciliazione non riguarda soltanto la diplomazia: il 13 ottobre è stato ripristinato anche l’accordo di libero scambio tra i due Paesi, precedentemente interrotto dall’amministrazione Petro.
Particolarmente significative le parole del Ministro degli Esteri colombiano Omar Bula Escobar:
«Oggi compiamo un passo concreto per riprendere le relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi, relazioni che non avrebbero mai dovuto essere interrotte. Israele è un partner strategico, lo è sempre stato e, d’ora in poi, lo sarà ancora di più».
Per Israele, l’apertura della decima ambasciata a Gerusalemme rappresenta un nuovo risultato diplomatico nella politica di rafforzamento del riconoscimento internazionale della città come propria capitale.
Per la Colombia, invece, segna il ritorno a una cooperazione strategica con lo Stato ebraico nei settori della sicurezza, della difesa, dell’innovazione tecnologica e del commercio.
Dopo la rottura del 2024, Bogotá torna dunque a Gerusalemme. E questa volta lo fa con un’ambasciata nella capitale israeliana.
La Colombia ha interrotto formalmente le relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica dell’Iran, diventando il secondo Paese sudamericano a compiere questo passo dopo il Perù, che aveva annunciato la rottura dei rapporti il 1° settembre.
La decisione colombiana, entrata in vigore il 19 settembre, è stata motivata da ragioni di sicurezza nazionale ed emisferica. Bogotà ha inoltre accusato Teheran di mantenere rapporti con gruppi narcoterroristici e ha criticato il ruolo iraniano nell’attuale escalation regionale e nelle tensioni legate allo Stretto di Hormuz.
La Colombia manterrà comunque i rapporti consolari con l’Iran per garantire assistenza ai rispettivi cittadini.
Netanyahu è un leader straordinario, dotato di una visione geopolitica, e una persona che comprende il legame con la battaglia culturale come pochissimi al mondo.
Le Nazioni Unite sono diventate un'organizzazione inutile, che serve solo a nutrire una casta di parassiti fatalmente arroganti, travestiti da burocrati ben intenzionati.
Come diceva Mises, le persone oneste non pensano di controllare la vita dei loro simili.
Coloro che avrebbero dovuto garantire la sicurezza collettiva e i diritti umani hanno fallito in questo compito e, invece, hanno permesso che proliferassero il caos, la violenza e il terrorismo internazionale.
I presunti difensori dei diritti umani hanno protetto dittature sanguinose e regimi che lapidano le donne per strada.
Hanno sistematicamente votato contro Israele , rimanendo silenziosi di fronte al terrorismo islamico e al genocidio dei Cristiani in Africa.
Il presidente argentino Javier Milei in un'intervista alla rete francese LCI:
«Oggi, direi che ci sono tre blocchi nel mondo: Stati Uniti, Russia e Cina. Questi sono i tre blocchi. Per quanto riguarda l'Europa, c'è un grande punto interrogativo.
Data la mia affinità con i valori che hanno portato alla prosperità dell'Occidente, ho deciso di schierarmi al fianco degli Stati Uniti e di Israele.
Essi rappresentano in modo evidente i grandi valori dell'Occidente.
Cito dei passaggi della Torah, e in particolare alcuni nomi.
Per me, questa è la storia della liberazione più importante nella storia dell'umanità.
È la storia di due fratelli, Mosè e Aaronne, che si sono opposti a Faraone: l'equivalente odierno degli Stati Uniti, della Russia o della Cina.