«Non è la teoria l’essenziale, ma il programma pratico.» — Y.H. Brenner

Informazione israeliana in lingua italiana dal 7.10.2023

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7 ottobre, colpo di scena sul presunto allarme egiziano: il capo dell’intelligence del Cairo non venne in Israele

Nuove rivelazioni dei media israeliani smentiscono la ricostruzione della presunta visita segreta di Abbas Kamel, avvenuta undici giorni prima del massacro del 7 ottobre 2023. Sul volo egiziano atterrato a Ben Gurion viaggiavano due uomini d’affari, non il capo dei servizi segreti. La vicenda contraddice anche le recenti dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu.

Un nuovo sviluppo rimette in discussione una delle ricostruzioni più controverse sulle presunte informazioni preventive ricevute da Israele prima dell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023.

Secondo quanto riferito dall’emittente pubblica israeliana Kan e da Channel 12, citando fonti di alto livello dell’intelligence, Abbas Kamel, allora direttore dei servizi segreti egiziani, non si trovava a bordo dell’aereo privato atterrato all’aeroporto Ben Gurion il 26 settembre 2023.

La notizia contraddice quanto precedentemente pubblicato dalla rivista americana The Atlantic, secondo cui Kamel avrebbe raggiunto segretamente Israele per avvertire le autorità di un imminente attacco di Hamas.

A rendere particolarmente delicata la vicenda sono le dichiarazioni dello stesso Benjamin Netanyahu. Intervistato il 13 ottobre da Channel 14, il primo ministro aveva confermato la presenza del capo dell’intelligence egiziana in Israele, sostenendo tuttavia di non averlo incontrato e di non sapere con quali funzionari israeliani avesse avuto contatti.

Le nuove informazioni indicano invece che Kamel non sarebbe mai arrivato in Israele su quel volo.

Secondo i registri aeroportuali citati da Kan, l’aereo della compagnia egiziana Smart Aviation atterrò alle 9:50 del 26 settembre 2023 e ripartì alle 10:57, senza passeggeri. A bordo, secondo le fonti israeliane, si trovavano due imprenditori egiziani, la cui identità sarebbe nota alle autorità. Non sono stati resi pubblici i motivi della loro visita.

La ricostruzione trova riscontro anche nelle dichiarazioni di diversi ex responsabili dell’apparato di sicurezza israeliano, che hanno negato di aver incontrato Kamel in quella data. Una fonte della sicurezza citata da Ynet ha inoltre espresso forti dubbi sul fatto che una visita del genere potesse avvenire senza che i vertici dell’intelligence ne fossero informati.

La questione assume un significato politico particolarmente rilevante alla vigilia delle elezioni israeliane del 27 ottobre.

Negli ultimi giorni, diverse ricostruzioni giornalistiche avevano sostenuto che Israele avesse ricevuto avvertimenti dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti circa le intenzioni offensive di Hamas. Netanyahu ha ripetutamente negato di aver ricevuto personalmente informazioni preventive su un attacco imminente.

La smentita relativa al volo del 26 settembre indebolisce una delle ricostruzioni più circostanziate, ma non dimostra che nessun avvertimento sia mai stato trasmesso dalle autorità egiziane. Restano infatti separate le notizie riguardanti presunte telefonate e comunicazioni diplomatiche precedenti al massacro.

Il caso evidenzia quanto sia ancora controversa la ricostruzione dei fallimenti politici, militari e di intelligence che precedettero il 7 ottobre.

A tre anni dall’attacco di Hamas, la distinzione tra informazioni documentate, testimonianze anonime e dichiarazioni politiche rimane essenziale per accertare le responsabilità di una delle più gravi catastrofi della storia israeliana.
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El Español: Il Marocco starebbe negoziando con Israele l'acquisizione del sistema missilistico balistico LORA, prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI)

Inoltrato da Lion Udler

El Español :

Il Marocco starebbe negoziando con Israele l'acquisizione del sistema missilistico balistico LORA, prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI).

Secondo le informazioni diffuse, la sua portata permetterebbe di raggiungere obiettivi nelle Isole Canarie e in diverse città spagnole, tra cui Siviglia, Murcia e Ciudad Real.

Ogni missile può trasportare un carico esplosivo fino a 600 chilogrammi.
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Marocco: per la prima volta una donna ricoprirà la carica di primo ministro

Re Mohammed VI del Marocco ha nominato Fatima al-Zahra al-Mansouri primo ministro. È la prima donna nel Paese a ricoprire tale carica.

Jacky Kadous, capo della comunità ebraica nella regione di Marrakech, ha dichiarato a Ynet: "Al-Mansouri è cresciuta con noi.

Suo padre, Abd al-Rahman al-Mansouri, era un grande avvocato. È cresciuta in una famiglia importante. Ho accompagnato diverse delegazioni a casa sua in qualità di sindaco di Marrakech e siamo stati membri della sua famiglia".
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Marocco: attivisti pianificano proteste diffuse contro il miglioramento delle relazioni con Israele

In Marocco, gli attivisti contrari alla normalizzazione dei rapporti si stanno preparando per tre giorni di proteste a livello nazionale contro la decisione di approfondire ed estendere la normalizzazione tra Marocco e Israele.

Il Fronte marocchino a sostegno della Palestina e contro la normalizzazione (un'organizzazione non governativa) ha invitato le sue sezioni a organizzare manifestazioni di massa tra il 25 e il 27 settembre.

Le proteste sono previste in concomitanza con il viaggio a New York del Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, che incontrerà il Ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita per discutere un ulteriore miglioramento delle relazioni tra i due Paesi.
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Ammar Belani, diplomatico algerino ed ex ambasciatore, ha definito Israele, Marocco ed Emirati Arabi Uniti «il nuovo volto dell’asse del male»

La dichiarazione arriva nel quadro della durissima contrapposizione regionale che vede Algeri schierata contro il progressivo consolidamento dei rapporti tra Israele, Marocco ed Emirati.

Belani ha inoltre difeso la scelta algerina di interrompere i rapporti con Marocco ed Emirati, collegandola proprio al crescente coordinamento tra questi Paesi e Israele.

Il nuovo affondo conferma la profondità dello scontro diplomatico che attraversa il Nord Africa e il mondo arabo, con gli Accordi di Abramo e il rapporto tra Gerusalemme, Rabat e Abu Dhabi ormai diventati uno dei principali terreni di contrapposizione per Algeri.
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Bin Salman domani al Cairo: Riad cerca il sostegno dell’Egitto contro gli Houthi

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman incontrerà domani al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Secondo quanto riportato da fonti regionali, uno dei dossier centrali sarà il fronte yemenita: l’Arabia Saudita intenderebbe chiedere all’Egitto un maggiore sostegno nel confronto con gli Houthi, mentre gli scontri nello Yemen e nel Mar Rosso continuano ad aumentare la pressione su Riad.

Il coinvolgimento egiziano avrebbe un peso particolare anche per la sicurezza del Mar Rosso e delle rotte verso il Canale di Suez, direttamente minacciate dall’instabilità nello Yemen.
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