Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato duramente l’attacco missilistico contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita, attribuito ai ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran.

«Quello che è successo in Arabia Saudita è inaccettabile», ha dichiarato Trump ai giornalisti, annunciando l’intenzione di parlare con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per discutere della situazione e delle possibili risposte all’escalation militare.

Il bilancio dell’attacco di sabato è salito ad almeno 12 morti e 309 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche. Tra le vittime figurano quattro cittadini sauditi e otto stranieri, incluso un cittadino americano. L’attacco ha colpito uno dei principali snodi dell’aviazione civile del Medio Oriente, provocando la sospensione temporanea delle operazioni aeroportuali e la cancellazione o deviazione di centinaia di voli.

La Casa Bianca non esclude un coinvolgimento diretto delle forze armate statunitensi nelle operazioni saudite contro gli Houthi. Interrogato sulla possibilità che Washington partecipi ai bombardamenti contro le postazioni del gruppo yemenita, Trump ha risposto: «Potremmo. Valuteremo la situazione», sottolineando che una decisione potrebbe arrivare rapidamente.

L’attacco rappresenta un ulteriore aggravamento del conflitto regionale. Gli Houthi, alleati di Teheran, hanno intensificato le operazioni contro il territorio saudita mentre le forze governative yemenite, sostenute da Riad, conducono un’offensiva per riconquistare territori strategici, in particolare nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb.

La questione, adesso, è se Washington intenda limitarsi al sostegno militare e d’intelligence già fornito all’Arabia Saudita oppure aprire un nuovo fronte operativo diretto contro gli Houthi. Una decisione che potrebbe avere conseguenze sull’intero equilibrio militare del Medio Oriente e sui rapporti tra Stati Uniti e Iran.