Per Israele Senza Filtri, la sinistra rappresentata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, insieme al Campo Largo che su questi partiti vuole costruire un’alternativa di governo, è definitivamente invotabile. Il voto di Strasburgo sulla rete dei Fratelli Musulmani chiude, per noi, ogni residua apertura di credito. La difesa della società libera è una condizione essenziale della fiducia politica. Quando quella fiducia viene meno, nessun richiamo all’appartenenza e nessun ricatto del voto utile possono rimetterla in piedi.
Giovedì 8 ottobre il Parlamento europeo ha approvato, con 381 voti favorevoli, 167 contrari e 15 astensioni, una risoluzione contro l’infiltrazione islamista e l’influenza della rete dei Fratelli Musulmani. Tra le richieste figura la valutazione, da parte del Consiglio dell’Unione europea, dell’inserimento di entità e individui collegati alla Fratellanza nell’elenco europeo del terrorismo. PD, Movimento 5 Stelle e AVS hanno votato contro nel voto finale. Questo è il fatto dal quale partiamo.
La precisione serve anche quando si è furiosi. La risoluzione chiede una valutazione secondo i requisiti giuridici previsti; l’eventuale iscrizione richiede ulteriori decisioni delle autorità competenti. Il testo comprende inoltre controlli sui finanziamenti, sull’accesso alle istituzioni e altre disposizioni, incluso il sostegno a misure nazionali contro il velo integrale. Il voto riguardava quindi un documento articolato. La nostra condanna riguarda la scelta politica di respingerlo nel suo complesso.
Una sinistra che rivendica la laicità, l’emancipazione femminile e la libertà individuale dovrebbe affrontare il potere politico esercitato attraverso la religione con una determinazione persino maggiore dei suoi avversari. Dovrebbe pretendere trasparenza sui finanziamenti, verifiche sulle organizzazioni, garanzie sull’uso del denaro pubblico. Dovrebbe essere capace di riconoscere una minaccia alla libertà anche quando questa si presenta con il lessico dell’inclusione. La coerenza comincia esattamente nel punto in cui difendere un principio diventa scomodo.
E qui l’alibi della contrapposizione fra destra e sinistra si consuma rapidamente. La risoluzione ha ricevuto anche il sostegno di gran parte dei liberali europei. Nathalie Loiseau, di Renew Europe, ha criticato apertamente la sinistra per il suo atteggiamento di negazione di fronte agli attacchi islamisti ai diritti delle donne e delle persone LGBT. Nello stesso intervento ha rivendicato la necessità di distinguere l’islamismo dall’Islam e di contrastare l’odio contro i musulmani. Una posizione politicamente limpida: difesa delle libertà, vigilanza sulle reti e rifiuto delle discriminazioni.
È proprio questa distinzione a rendere, ai nostri occhi, tanto grave la scelta della sinistra italiana. I cittadini musulmani hanno diritto alla stessa protezione, alla stessa libertà e alla stessa dignità di chiunque altro. Nessuna organizzazione politico-religiosa può pretendere di rappresentarli automaticamente, di parlare a loro nome o di sottrarsi ai controlli invocando la loro fede. Consegnare alle strutture più ideologizzate il monopolio della rappresentanza significa lasciare meno spazio proprio ai musulmani laici, ai dissidenti, alle donne che rivendicano autonomia, a chi vuole vivere senza tutori religiosi.
Una donna deve poter scegliere come vestirsi, chi amare e quale vita costruire. Una persona omosessuale deve poter vivere apertamente. Un credente deve poter cambiare religione o abbandonarla. Un ebreo deve poter esistere pubblicamente senza essere chiamato a giustificare Israele. Sono libertà che devono valere ovunque e contro qualunque autorità pretenda di limitarle. Il progressismo che perde la voce davanti al fondamentalismo ha consumato la propria credibilità. Può conservare le insegne, organizzare convegni e distribuire patenti di civiltà: il problema rimane.
Per una testata sionista esiste poi un dato storico impossibile da trattare come un dettaglio: nello statuto del 1988 Hamas si definiva esplicitamente una delle ali dei Fratelli Musulmani in Palestina. Quel documento attesta una matrice e un’appartenenza dichiarata. Le responsabilità delle singole organizzazioni vanno accertate singolarmente; proprio quel legame storico impone di prendere sul serio l’esame delle reti, dei rapporti e dei finanziamenti.
Dopo il 7 ottobre, la serietà su questi temi dovrebbe essere un requisito elementare della politica europea. Per noi lo è. La solidarietà verso i civili palestinesi, la critica alle decisioni del governo israeliano e il contrasto all’islamismo possono convivere senza alcuna contraddizione. Una classe dirigente dovrebbe saper sostenere tutte queste responsabilità. Se per tenere insieme la propria coalizione deve continuamente indebolirne una, il problema riguarda la sua capacità di governare.
Ed è per questo che il giudizio investe l’intero Campo Largo. Una coalizione si valuta anche attraverso le forze alle quali consegnerà potere, incarichi e capacità di condizionamento. Chi si presenta come moderato, liberale o riformista assumendosi l’impegno di governare insieme a PD, M5S e AVS deve rispondere anche di questa scelta. La rispettabilità personale non cancella la responsabilità dell’alleanza. L’aggettivo “moderato” non può diventare un servizio di copertura.
Chi aspira a governare deve offrire una risposta riconoscibile e credibile alla penetrazione dell’islamismo politico, spiegando quali strumenti intende utilizzare e quali limiti considera invalicabili. Per noi il voto di Strasburgo pesa più delle rassicurazioni generiche sulla laicità e sulla sicurezza. Ha prodotto una frattura politica che le formule di circostanza non ricompongono.
La libertà delle donne, la sicurezza degli ebrei, i diritti delle persone omosessuali, l’autonomia dei cittadini musulmani e la difesa delle istituzioni democratiche appartengono allo stesso patto di cittadinanza. Nessuna convenienza elettorale autorizza a trattarne una parte come sacrificabile.
La sinistra e il Campo Largo possono continuare a proclamarsi l’alternativa. Per noi hanno definitivamente esaurito la fiducia necessaria a esserlo. Definitivamente invotabili. Da Israele Senza Filtri non avranno né un voto né un alibi.
Sinistra e Campo Largo sono complici del terrorismo: definitivamente invotabili
Modificato il 11 ottobre 2026 alle 12:51
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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