Nuove polemiche in Israele dopo le violenze attribuite a gruppi di coloni estremisti in Giudea e Samaria, che nelle ultime 48 ore hanno coinvolto civili palestinesi, una fotoreporter americana e una delegazione diplomatica europea.
L’ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu è intervenuto sull’aggressione avvenuta oggi nei pressi di Taybeh, dove un gruppo di israeliani mascherati avrebbe assalito diplomatici francesi, belgi e polacchi, oltre a un sindaco francese.
Secondo l’ufficio del premier, sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive prima dell’accertamento dei fatti, soprattutto nel contesto di quella che viene definita una campagna di delegittimazione contro i residenti ebrei della Giudea e Samaria.
La posizione arriva all’indomani dell’aggressione alla fotoreporter americana Heidi Levine, collaboratrice del Washington Post, picchiata venerdì mentre documentava la raccolta delle olive nei pressi di Abu Falah, nella regione di Ramallah.
Levine, ricoverata in ospedale con lesioni agli arti e sottoposta a un intervento chirurgico, ha contestato pubblicamente le dichiarazioni di Netanyahu, invitandolo a riesaminare i filmati dell’aggressione.
«Signor Primo Ministro, forse dovrebbe dare un’altra occhiata a quei video», ha dichiarato la fotografa.
La vicenda ha provocato reazioni anche all’interno delle istituzioni israeliane. Il Presidente Isaac Herzog ha telefonato personalmente a Levine, esprimendo indignazione e scusandosi per quanto accaduto.
Il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e le IDF hanno inoltre condannato l’aggressione contro i diplomatici europei, precisando tuttavia che la visita della delegazione non era stata preventivamente coordinata con le autorità militari.
La Polizia israeliana ha aperto un’indagine per identificare i responsabili.
Resta aperta una distinzione fondamentale: l’accertamento delle responsabilità penali individuali spetta agli investigatori, ma le aggressioni documentate richiedono risposte concrete delle autorità. La condotta di gruppi violenti non può essere automaticamente attribuita alle centinaia di migliaia di israeliani che risiedono in Giudea e Samaria.
Netanyahu invita alla prudenza sulle violenze dei coloni, la fotografa aggredita replica: «Signor Primo Ministro, riguardi quei video»
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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