Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu respinge categoricamente le ricostruzioni secondo cui sarebbe stato personalmente avvertito dall’Egitto dell’imminenza di un attacco proveniente da Gaza prima del massacro del 7 ottobre 2023.
Secondo Netanyahu, nei mesi precedenti all’attacco non incontrò né parlò con Abbas Kamel, allora capo dell’intelligence egiziana, e nessun responsabile dell’intelligence israeliana gli trasmise un avvertimento proveniente dal Cairo. Il premier ha inoltre annunciato l’intenzione di procedere legalmente per diffamazione sulla vicenda.
La smentita arriva dopo nuove ricostruzioni giornalistiche secondo cui l’Egitto avrebbe invece trasmesso diversi segnali di allarme a Israele, compresa — secondo il Wall Street Journal — una telefonata di Kamel a Netanyahu pochi giorni prima dell’attacco.
Netanyahu sposta quindi nuovamente l’attenzione sulla notte tra il 6 e il 7 ottobre.
Il premier sostiene che l’allora capo dello Shin Bet Ronen Bar, il capo di Stato Maggiore Herzi Halevi e il direttore dell’intelligence militare Aharon Haliva discussero durante la notte dei segnali provenienti da Gaza, mentre Netanyahu non sarebbe stato informato.
Secondo la ricostruzione politica proposta dal premier, Bar non avrebbe avvertito Netanyahu, non avrebbe disposto un allarme generale alle forze sul terreno né l’evacuazione del Nova Festival, inviando soltanto una piccola squadra dello Shin Bet.
Netanyahu accusa inoltre settori dei media israeliani e attori stranieri di utilizzare le ricostruzioni sugli avvertimenti precedenti al 7 ottobre per attribuire a lui responsabilità che, nella sua versione, appartengono ai vertici dell’apparato di sicurezza.
E porta lo scontro direttamente sul terreno elettorale: sostiene che l’obiettivo politico sarebbe sostituire il suo governo con una coalizione guidata dai suoi avversari e appoggiata dai partiti arabi, favorevole — secondo Netanyahu — a una diversa politica su Gaza, Libano, Siria, Giudea e Samaria e alla creazione di uno Stato palestinese.
Il messaggio finale del premier è già uno slogan elettorale:
“La scelta è questa: o destra, o Palestina.”
Netanyahu contrattacca: “Nessun avvertimento egiziano mi fu trasmesso prima del 7 ottobre”
Modificato il 28 settembre 2026 alle 16:46
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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