Nella giornata di sabato 17 ottobre 2026, le piazze di ben 13 città italiane sono state teatro di forti tensioni e violenti scontri nell'ambito della mobilitazione nazionale contro il caro vita.
I cortei, convocati sui social sul modello delle proteste francesi dal movimento "Italia in Piazza", chiedevano interventi contro l'aumento di bollette e carburanti e a favore di stipendi dignitosi.
Tuttavia, le rivendicazioni economiche sono state in molti casi oscurate dall'azione di gruppi di giovani e giovanissimi incappucciati. Gli scontri più gravi si sono concentrati in tre grandi centri.
A Milano si è registrata la situazione più critica in Piazza Duomo centinaia di manifestanti hanno attaccato le forze dell'ordine e dato fuoco a un cantiere innalzato barricate e vandalizzato o saccheggiato diversi negozi nelle vie limitrofe.
La polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni per disperdere la folla.
A Bologna i disordini nella zona della stazione centrale, in Piazza Medaglie d'Oro dove gruppi di ragazzi hanno lanciato sassi, bottiglie e oggetti contundenti contro la polizia che ha usato idranti e gas lacrimogeni.
Si contano 7 fermati.
A Torino la mobilitazione è dopo il "No Meloni Day" di venerdì.
Il corteo si è spaccato: gli organizzatori hanno cercato di isolare i violenti, ma si sono comunque verificati scontri in Piazza Castello e urti con le forze dell'ordine in via Po.
Un gruppo di ragazzi ha inoltre fatto irruzione nella libreria Feltrinelli di Porta Nuova, danneggiando i locali.
"Mr. Tamburino, non ho voglia di scherzare rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare… sul ponte sventola bandiera bianca."
Le piazze islamizzate d’Italia col pretesto della lotta al carovita
Modificato il 18 ottobre 2026 alle 00:28
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
Apri il post originale