Si è infatti svolta una conferenza regionale con la presenza di rappresentanti dell'Arabia Saudita e di altri Paesi che hanno partecipato a quello che inizialmente doveva essere un incontro a due tra Netanyahu e bin Zayed.

Incontro che, come già scritto, si è trasformato in una vera e propria conferenza operativa regionale. Non chiacchiere fine a se stesse come quelle di New York, tanto decantate dagli organi di stampa occidentali , con i rappresentanti di quelle che una volta erano potenze economiche e militari ora trasformatesi in terre dove regna il woke, la revisione storica e il politicamente corretto.

L'incontro, svoltosi negli Emirati Arabi Uniti, ha riguardato l'Iran e i suoi alleati nella regione e su richiesta saudita uno sguardo particolare sugli Houthi. Riyad non nasconde che desidera l'aiuto di Israele.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui si sono limitati a menzionare l'incontro tra Netanyahu e bin Zayed senza pubblicare foto. Fonti a conoscenza dei dettagli affermano anche che durante la sua visita negli Emirati Arabi Uniti il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha incontrato i rappresentanti dei Paesi del Golfo che non intrattengono relazioni diplomatiche con Israele tra cui la già citata Arabia Saudita e anche rappresentanti di Marocco, Libia, Giordania e Qatar.

In tutta sostanza chi davvero comanda nella regione.

La conferenza è stata organizzata dal capo del Mossad, Roman Goffman su richiesta di Riyad che sta facendo pressioni su Gerusalemme per avere assistenza contro gli attacchi degli Houthi nella regione del Mar Rosso.

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, ha accettato di ospitare l'incontro e al momento non si conosce il rango degli altri rappresentanti che hanno anche preso atto della disponibilità di Israele ad assistere i paesi della regione con sistemi di difesa aerea, così come aveva fatto con gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra in Iran.