A dieci giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, il leader dell’opposizione Yair Lapid solleva nuovi interrogativi sulle intenzioni del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e sull’eventualità di una nuova offensiva militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran.
Intervistato da Channel 12, Lapid ha dichiarato di non fidarsi del premier quando gli è stato chiesto se Netanyahu potrebbe autorizzare un attacco contro l’Iran tale da provocare il rinvio delle elezioni.
«Mi fido dell’esercito, mi fido del Capo di Stato Maggiore delle IDF. Non mi fido di Netanyahu sulle questioni di sicurezza. Non ci si può fidare di lui», ha affermato il leader dell’opposizione.
Le dichiarazioni arrivano dopo le indiscrezioni secondo cui Netanyahu avrebbe discusso con il Presidente americano Donald Trump la possibilità di riprendere le operazioni militari contro Teheran prima delle elezioni israeliane e delle consultazioni di metà mandato negli Stati Uniti.
L’ufficio del Primo Ministro ha respinto queste ricostruzioni. Lo stesso Netanyahu, il 14 ottobre, ha dichiarato di non considerare opportuno un attacco preventivo contro l’Iran prima del voto, pur ribadendo che Israele reagirà militarmente a eventuali aggressioni iraniane.
La controversia si inserisce in un clima di crescente tensione politica e militare. Netanyahu ha ripetutamente avvertito che l’Iran e le organizzazioni armate sue alleate potrebbero tentare di colpire Israele per interferire con il processo elettorale.
Le accuse di Lapid non costituiscono tuttavia una prova dell’esistenza di un piano governativo per rinviare le elezioni attraverso un’operazione militare.
Il confronto tra maggioranza e opposizione riguarda ormai anche la gestione delle minacce alla sicurezza nazionale e le possibili conseguenze di una nuova guerra con l’Iran sulla regolare convocazione delle urne.
Lapid attacca Netanyahu: «Non mi fido di lui. Potrebbe attaccare l’Iran e compromettere le elezioni»
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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