A quindici giorni dalle elezioni legislative israeliane, il confronto politico si sposta già sul giorno successivo al voto. Il presidente dello Stato, Isaac Herzog, interviene pubblicamente per scongiurare una nuova paralisi istituzionale, mentre una dichiarazione dell’ex primo ministro Naftali Bennett sulla possibilità di coinvolgere Benjamin Netanyahu in un futuro governo scatena uno scontro tra i leader dell’opposizione.
«Farò tutto il possibile per formare un governo stabile e impedire che Israele torni nuovamente alle urne», ha dichiarato Herzog durante un’intervista trasmessa oggi, 12 ottobre, alla conferenza del quotidiano Yedioth Ahronoth.
Il presidente ha ricordato che Israele si trova davanti a sfide nazionali enormi e che il Paese non può permettersi di ripetere la stagione dell’instabilità politica che, tra il 2019 e il 2021, portò a quattro elezioni consecutive.
Le sue parole assumono particolare rilevanza alla luce degli ultimi sondaggi, che non attribuiscono una maggioranza autonoma di 61 seggi né al blocco guidato da Netanyahu né all’opposizione sionista.
Ma è soprattutto quanto accaduto nelle ultime ore tra Bennett e gli altri leader dell’opposizione ad aver acceso il confronto.
Durante un evento organizzato dal quotidiano religioso sionista HaDor, Bennett ha suggerito che Netanyahu potrebbe persino entrare in un futuro esecutivo qualora accettasse integralmente i principi programmatici del blocco contrario all’attuale premier, compresa l’istituzione di una commissione statale d’inchiesta sul 7 ottobre.
«Se accetta le nostre linee politiche, è il benvenuto a chiamarmi», ha dichiarato Bennett, suscitando le risate del pubblico.
La reazione degli alleati è stata immediata.
Gadi Eisenkot ha ribadito che chiunque ricoprisse responsabilità di governo il 7 ottobre 2023 non dovrebbe tornare a occupare posizioni di comando. Yair Golan ha escluso categoricamente qualsiasi incarico ministeriale per Netanyahu, mentre Avigdor Liberman ha chiesto ai leader del blocco di impegnarsi senza ambiguità a non governare insieme al premier.
Di fronte alle polemiche, Bennett ha fatto marcia indietro, sostenendo che la sua dichiarazione fosse ironica e servisse a dimostrare l’impossibilità di un accordo con Netanyahu. Ha quindi ribadito che non entrerà in alcun governo insieme all’attuale primo ministro.
La frattura è emersa ancora più chiaramente dopo l’intervento di Herzog.
Yair Lapid ha avvertito che il suo partito non parteciperà a un nuovo governo di unità con Netanyahu, invitando gli altri leader dell’opposizione ad assumere pubblicamente lo stesso impegno.
Di segno opposto la posizione di Benny Gantz, secondo cui soltanto un governo di unità nazionale sionista, capace di riunire il Likud e le altre principali forze politiche, potrebbe affrontare le sfide riguardanti l’Iran, il servizio militare degli ultraortodossi e le divisioni interne alla società israeliana.
Secondo un sondaggio pubblicato giovedì scorso, il blocco favorevole a Netanyahu otterrebbe 51 seggi, contro i 55 dell’opposizione sionista. Quest’ultima arriverebbe a 69 considerando anche le formazioni arabe.
Un’altra rilevazione, diffusa domenica dall’emittente pubblica Kan, assegna invece 53 seggi al blocco Netanyahu e 51 ai suoi avversari, senza che nessuno dei due schieramenti raggiunga la maggioranza.
Il presidente Herzog non ha proposto esplicitamente una coalizione con Netanyahu. Il suo intervento segnala però la volontà di utilizzare le prerogative presidenziali per favorire la formazione di un esecutivo e impedire un nuovo ricorso alle urne.
Il 27 ottobre gli israeliani eleggeranno la nuova Knesset. Ma la questione decisiva potrebbe presentarsi il giorno successivo: quali leader saranno realmente disposti a rinunciare ai propri veti per consentire la nascita di un governo?
Una domanda che, a due settimane dal voto, continua a dividere profondamente la politica israeliana.
Israele verso il 27 ottobre: Herzog vuole un governo stabile, Bennett apre a Netanyahu e poi ritratta, si accende lo scontro sul futuro del Paese
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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