L’attacco israeliano ha colpito nella notte tra venerdì e sabato un edificio nella parte occidentale di Gaza City nel quale, secondo l’IDF, si trovava al-Amoudi. I media palestinesi riferiscono di cinque morti, ma al momento non è chiaro se il dirigente di Hamas sia rimasto ucciso.
Tra le vittime segnalate figurano Maisaa Abu Dawood e sua figlia Mary, appartenenti alla comunità greco-ortodossa di Gaza, la direttrice del dipartimento multimediale della Palestine University Yasmin al-Bobo e sua madre, oltre a un uomo di 21 anni.
Secondo l’IDF, al-Amoudi si trovava in un appartamento utilizzato per attività terroristiche all’interno di un edificio residenziale. L’esercito afferma di aver adottato misure per ridurre il più possibile i danni ai civili.
Al-Amoudi è uno degli uomini più importanti rimasti nella struttura di Hamas a Gaza.
Storico collaboratore di Yahya Sinwar, venne liberato dalle carceri israeliane nel 2011 nell’accordo per Gilad Shalit, lo stesso che riportò in libertà Sinwar. Successivamente diresse l’ufficio di Sinwar e poi l’apparato mediatico di Hamas.
Dopo l’eliminazione di gran parte della precedente leadership, il suo peso è cresciuto rapidamente fino a renderlo, secondo Israele, il dirigente più alto in grado presente oggi nella Striscia e l’uomo che di fatto gestisce gli affari dell’organizzazione, in particolare quelli del suo ufficio politico.
L’IDF lo identifica come vicepresidente dell’ufficio politico di Hamas a Gaza e come ex braccio destro e assistente personale di Sinwar, sostenendo inoltre che abbia partecipato ai processi decisionali che portarono al massacro del 7 ottobre.
Israele lo accusa anche di essere stato coinvolto nell’uccisione di quattro israeliani in Cisgiordania nel 1993 e, l’anno successivo, nell’episodio di Ramallah nel quale venne ucciso l’agente dello Shin Bet Noam-Menachem Cohen.
Secondo l’esercito, oggi al-Amoudi è direttamente impegnato sia nelle attività terroristiche di Hamas sia nella ricostruzione delle sue capacità militari.
Ma il suo ruolo è diventato centrale anche nella battaglia per il controllo politico dell’organizzazione.
Dopo l’elezione di Khalil al-Hayya a leader generale di Hamas lo scorso luglio, il movimento ha avviato una votazione interna per scegliere il nuovo capo politico della Striscia di Gaza.
Il primo turno, che vedeva contrapposti Ali al-Amoudi e Nizar Awadallah, si è concluso senza un vincitore dopo che alcuni elettori hanno depositato schede bianche. Il successivo ballottaggio è stato sospeso dopo che Awadallah ha contestato alcuni aspetti del processo elettorale.
In assenza di un risultato definitivo, al-Amoudi ha continuato però a esercitare di fatto la guida di Hamas all’interno della Striscia.
Ora Israele ha provato a rimuovere anche lui dalla nuova catena di comando dell’organizzazione.
Il risultato dell’attacco resta ancora incerto.
Israele ha tentato di eliminare Ali al-Amoudi, l’uomo che negli ultimi mesi è emerso come il leader di fatto di Hamas nella Striscia di Gaza
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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