La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana avrebbe intensificato questa notte le proprie operazioni nello Stretto di Hormuz, con segnalazioni di attacchi contro diverse imbarcazioni in transito.

Contemporaneamente vengono riportate numerose e violente esplosioni lungo le coste meridionali della provincia iraniana di Hormozgan, una delle aree militarmente più sensibili dell’Iran e direttamente affacciata sullo Stretto.

Il giornalista iraniano Ilia Hashemi, che nelle ultime settimane ha documentato ripetutamente esplosioni nell’area di Sirik e Hormuz, descrive quanto sta accadendo questa notte come un salto di livello:

«L’attività militare lungo le coste meridionali di Hormozgan, insieme al numero e all’intensità delle esplosioni di questa notte, non ha precedenti rispetto agli ultimi due mesi e potrebbe diventare ancora più estesa».

Al momento numero, identità e condizioni delle navi eventualmente colpite non risultano verificati in modo indipendente.

La situazione arriva dopo giorni di fortissima tensione nello Stretto: il traffico commerciale è precipitato rispetto ai livelli precedenti alla guerra e negli ultimi giorni almeno due petroliere erano già state colpite da proiettili di origine non accertata.

Lo Stretto di Hormuz torna quindi al centro dell’escalation militare tra Iran e Stati Uniti. La notte potrebbe essere ancora lunga.