Nuovo colpo agli apparati di sicurezza della Repubblica Islamica dell’Iran. Afsaneh Aqila, comandante dell’unità femminile Basij «Sorelle Afzal» nella provincia del Sistan e Baluchestan, è stata assassinata mercoledì davanti alla propria abitazione, secondo quanto riferito dai media iraniani. La donna sarebbe stata uccisa sotto gli occhi dei figli.

Nella stessa provincia è stato ucciso anche Mohsen Shahriyari, appartenente alle forze di sicurezza iraniane, durante uno scontro con un gruppo armato.

L’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha accusato gli attentatori di avere collegamenti con Israele e Stati Uniti, senza tuttavia presentare prove a sostegno dell’accusa.

Gli attacchi contro i Guardiani della Rivoluzione e le milizie fedeli al regime di Teheran si stanno intensificando. Secondo l’organizzazione HRANA, tra il 31 marzo e il 10 ottobre sono stati registrati 63 episodi armati nel sud-est dell’Iran, con almeno 94 morti e 33 feriti.

Il Fronte dei Combattenti del Popolo ha rivendicato sei di questi attacchi, mentre la responsabilità degli altri rimane sconosciuta.

La crescente instabilità nella regione del Sistan e Baluchestan rappresenta una sfida alla capacità del regime iraniano di controllare il proprio territorio, proprio mentre Teheran tenta di rafforzare l’immagine pubblica delle milizie Basij e di mobilitare nuovi volontari.