Il Presidente dello Stato di Israele, Isaac Herzog, ha lanciato un duro allarme sulla capacità delle forze dell’ordine di contrastare la criminalità organizzata, la violenza nella società araba e gli attacchi perpetrati da estremisti ebrei contro i palestinesi in Giudea e Samaria.

Intervenendo in un’intervista trasmessa durante una conferenza di Yedioth Ahronoth, Herzog ha affermato che la polizia israeliana, pur facendo il possibile, non dispone delle risorse necessarie per affrontare le attuali sfide alla sicurezza interna.

Particolarmente grave la situazione nella società araba israeliana: 174 persone uccise dall’inizio del 2026, dopo il record di 252 omicidi registrato nel 2025. Secondo il Presidente, oltre 1,3 milioni di cittadini vivono quotidianamente nella paura della criminalità.

Herzog ha poi condannato con estrema fermezza le aggressioni commesse da estremisti ebrei in Giudea e Samaria, definendole «un’enorme macchia morale sul volto dello Stato».

Il Presidente ha sottolineato che questi gruppi violenti non rappresentano il movimento degli insediamenti né i suoi valori, ma ha denunciato il rischio che il silenzio delle istituzioni finisca per legittimarne le azioni.

Richiamando anche i recenti disordini nel villaggio palestinese di Jalud, Herzog ha chiesto un piano nazionale coordinato e non ha escluso il ricorso, nei casi estremi, alla detenzione amministrativa anche nei confronti di cittadini ebrei.

Un messaggio politico netto: la sicurezza dello Stato di Israele non può essere separata dalla capacità di garantire l’ordine pubblico e il rispetto della legge a tutti i suoi cittadini, senza eccezioni.