Un ventiduenne palestinese di Gerusalemme Est, Muhammad Shalbi, studente di farmacologia all’Università Al-Quds, è stato incriminato con l’accusa di aver pianificato attentati terroristici contro gli ebrei israeliani, utilizzando esplosivi e sostanze chimiche tossiche.
Il suo obiettivo dichiarato durante gli interrogatori? «Uccidere una tonnellata di ebrei».
Secondo la Procura di Gerusalemme, il giovane avrebbe inizialmente progettato un attentato contro gli agenti che avevano multato le automobili dei fedeli parcheggiate nei pressi di una moschea nel quartiere di Beit Hanina.
La vicenda, tuttavia, andrebbe ben oltre una vendetta per alcune contravvenzioni.
Dopo il massacro del 7 ottobre 2023, Shalbi avrebbe intrapreso un percorso di radicalizzazione islamista, avvicinandosi alla propaganda di Hamas e dello Stato Islamico.
Gli investigatori sostengono che avesse scaricato decine di documenti sulla fabbricazione di esplosivi e armi chimiche da un gruppo Telegram legato all’ISIS, acquistato sostanze chimiche a Ramallah e condotto esperimenti nella propria abitazione.
Il progetto finale sarebbe stato un attentato nel cosiddetto «Giorno del Giudizio», quando, secondo la sua visione ideologica, Gerusalemme sarebbe stata conquistata.
Arrestato il 30 agosto, il ventiduenne è stato formalmente incriminato davanti al Tribunale distrettuale di Gerusalemme per preparazione di omicidio con finalità terroristiche e addestramento al terrorismo.
Il caso dimostra, ancora una volta, quanto possa essere pericolosa la radicalizzazione ideologica quando trasforma persino una banale contravvenzione stradale nel pretesto per progettare una strage.
Gerusalemme, voleva massacrare gli ebrei per vendicare le multe ai fedeli della moschea: incriminato studente palestinese
Modificato il 8 ottobre 2026 alle 22:35
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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